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211 – Rapina in corso, recensione del film con Nicolas Cage

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211 - Rapina in corso, recensione del film con Nicolas Cage

Ebbene, il 14 Giugno scorso è uscito nelle sale italiane il film 211 –  Rapina in corso con Nicolas Cage. Che sta andando piuttosto bene al box office italiano, e quindi lo recensiamo.

211 è un film che negli Stati Uniti è finito direttamente in home video, con un’uscita limitatissima nelle sale, mentre appunto da noi, la Notorious Pictures, ha deciso di diffonderlo sul grande schermo, facendo leva sul fatto inequivocabile che in Italia Nicolas Cage piace ancora parecchio e richiama dunque molto pubblico, a differenza degli Stati Uniti e di altri paesi, ove quest’attore è decisamente meno apprezzato di un tempo, come dimostrano gli ultimi film a cui ha preso parte, sciatti, girati solo per soldi e in quattro e quattr’otto, e oramai non riceve più i favori degli spettatori.

Partiamo col dire che 211 appartiene senz’ombra di dubbio infatti proprio a questo tipo di film “alimentari” a cui Cage sta prestando il suo volto senza parteciparvi con molta convinzione.

211 rapina in corso trailerEd è tutto tranne che un film memorabile, un film davvero brutto il cui unico motivo d’interesse, se proprio vogliamo trovarne uno, potrebbe essere lo studio della carriera di Nicolas Cage. Un attore comunque, checché se ne dica, premio Oscar per Via da Las Vegas, che negli anni novanta, in particolar modo, tutti volevano e garantiva ottimi incassi al botteghino. Un attore che ha lavorato con maestri come John Woo (Face/Off, Windtalkers), Martin Scorsese per il bellissimo Al di là della vita, David Lynch per Cuore selvaggio, Ridley Scott per Il genio della truffa, e chi più ne ha più ne metta, perché in quel periodo il signor Cage, ripeto, era corteggiatissimo e i produttori facevano a gara per aggiudicarselo in una loro pellicola.

Un attore controverso, efficacissimo in alcuni film, assolutamente inappropriato per altri, che ha sempre diviso la Critica, e dunque nessuno di noi, credo, può facilmente classificarlo con precisa chiarezza. Ma forse proprio per via di tale sua discontinuità attoriale, a causa delle sue bizzarre, incomprensibili, eccentriche scelte professionali, in un certo senso, inevitabilmente, affascina ed è dotato di un carisma tutto suo. Un attore strano e stralunato, capace di girare una commedia romantica e subito dopo un action adrenalinico in cui sfodera i muscoli neanche fosse Sylvester Stallone. Insomma, uno che è stato il rude e massiccio protagonista di Con Air di Simon West e qualche anno dopo l’interprete mieloso di Family Man per Brett Ratner. Un attore imprevedibile, spiazzante, anomalo, fuori da ogni schema possibile.

E quindi proprio in virtù, nel bene o nel male, della presenza di Cage, 211 ha trovato spazio in sala perché altrimenti sarebbe passato immediatamente senza altri “filtri” in tv, semmai in un sabato sera di Italia uno.

211 rapina in corso poster

211 è diretto da York Alec Shackleton, giovane ragazzo classe ’74 che, dopo una lodata e brillante carriera come snowboarder, si è riciclato adesso come regista, con esiti, spiace dirlo, assai discutibili, vista appunto la bassa qualità di questo suo lavoro.

Trama: Mike Chandler (Nicolas Cage) è un poliziotto di una certa età, prossimo alla pensione, che una bella mattina fa un giro ricognitivo per le strade che come sempre pattuglia, e a tenergli compagnia c’è il suo collega e futuro genero Steve, il quale ha appena saputo da sua moglie, figlia di Mike, che lei è in dolce attesa e aspettano un figlio.

Assieme a loro due, c’è un ragazzino di colore, messo in punizione disciplinare dalla preside della sua scuola perché, dopo essere stato bullizzato, ha aggredito chi l’aveva oltremodo angariato. E quel giorno deve essere scortato dai due poliziotti.

Al che, i tre assistono alla rapina a una banca, ove sta succedendo il finimondo. Quattro criminali-terroristi, armati sin ai denti, hanno preso in ostaggio un gran numero di persone e non ne vogliono sapere di contrattare il loro rilascio, nonostante Mike cerchi di negoziare.

Ecco allora che esplode la violenza e la carneficina, e avviene un lunghissimo scontro a fuoco tra le forze di polizia, nel frattempo giunte sul posto a dar manforte a Mike e Steve, e i quattro criminali. Sarà una lotta senza esclusione di colpi.

Non possiamo svelarvi come andrà a finire, ma possiamo certamente dire che per quest’ora e mezza, tale infatti la durata del film, nonostante le molte esplosioni e le tantissime sparatorie, la regia è talmente piatta da farci sembrare il film più lungo di quel che in effetti è. In noi spettatori non si scatena nessuna partecipazione emotiva ed empatica verso i personaggi della pellicola durante l’arco del film, tutto è prevedibilissimo e girato in maniera assai pedestre.

Gli attori sono mal diretti e l’unico che, nonostante la pessima direzione di Shackleton, se la cava, è proprio Cage, perché un certo mestiere ce l’ha. Ma anche lui, va detto, è visibilmente svogliato, bolso e gonfio in viso e, tranne che in un paio di scene, nelle quali tira fuori un po’ di grinta, è monocorde e apatico.

Per farla breve, se proprio non avete di meglio da fare in queste serate estive, potete pure vedere 211, ma noi non ve lo consigliamo.

Trailer

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