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25 Dicembre: celebrazione della nascita di Gesù

2001
25 dicembre

Il 25 dicembre si festeggia la venuta di Gesù tra gli uomini, ma non si ha certezza che questa sia la data esatta, nei vangeli e in altri scritti contemporanei non viene riportato né il giorno né l’anno.

Immagine: Pixabay
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Sembra che questo giorno sia stata scelto dalla chiesa nel 440 d.C. facendolo coincidere con il solstizio d’inverno, giorno in cui si verifica la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno, nei giorni seguenti la luce del giorno inizia ad aumentare e il buio a ridursi, ritrovando il suo calore e la sua intensità, per rinascere proprio il 25 dicembre.

Ma questo era già un giorno di festa in diverse culture e paesi, in cui si festeggiava il ritorno del Sole e si onorava Saturno, il dio dell’agricoltura e altre divinità risalenti a secoli prima di Cristo. Durante quei giorni si abbandonavano le guerre e venivano azzerate le divisioni sociali, la popolazione si dava alla pazza gioia, con danze, sontuosi banchetti, si accendevano dei fuochi che con la loro luce ed il loro calore ridavano forza al sole indebolito, si propiziavano dei riti e ci si scambiavano dei doni.

Secondo qualche studioso il Natale si sviluppò quale mezzo per sostituire l’adorazione del sole con l’adorazione del Figlio, dopo che il Cristianesimo da religione perseguitata diventò dal 529 d.C. la religione ufficiale di stato dell’impero Romano e l’imperatore Giustiniano fece del Natale una festa civile. Con il passare del tempo il Natale diventò un giorno di festa anche per altri popoli e religioni, diffondendosi in molte aree del mondo come in Giappone, India, Cina, Pakistan e Malesia.

Il Natale è la festa più sentita tra i cristiani, carica di tradizioni, di fascino e simbologie, tra cui il Presepe, il simbolo più importante del Natale. E’ una rappresentazione artistica della nascita di Gesù, avvenuta a Betlemme, nella mangiatoia di una stalla, con Giuseppe e Maria, l’asinello e il bue, i pastori e i Re Magi che arrivarono dall’Oriente per adorarlo. Fu inventato da San Francesco d’Assisi che nel Natale del 1223 rappresentò il primo presepe vivente in un bosco a Greccio, un paese vicino Rieti, ancora oggi qui si celebra il presepe vivente, da cui sono derivati quelli inanimati.

Immagine: Pixabay
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Dal XVII secolo iniziò a diffondersi nelle case dei nobili come soprammobili, con i secoli successivi si diffuse anche tra la borghesia e il popolo. Uno dei più antichi, tuttora esistenti, è il presepe monumentale della Basilica di Santo Stefano a Bologna, che viene allestito ogni anno per l’occasione.

Un’altra tradizione molto diffusa in tutto il mondo è la preparazione dell’albero di Natale, generalmente un abete, albero sempreverde, che viene addobbato con luci, oggetti colorati e festoni e ai suoi piedi vengono posti i regali che si scarteranno la vigilia. Diffusosi in tutte le culture esistenti, protagonista indiscusso, dà inizio ufficialmente al periodo natalizio, nel cui allestimento è coinvolta generalmente tutta la famiglia, viene rimosso dopo l’Epifania.

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Diverse leggende sono legate a questa tradizione; una narra che l’abete, che era uno degli alberi del giardino dell’Eden è l’albero della Vita, le cui foglie si appassirono diventando aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.

Un’altra narra che un bambino smarritosi in un bosco alla vigilia di Natale, si addormentò sotto un abete, che per proteggerlo dal freddo della notte, che lo avrebbe fatto morire, si piegò fino a racchiudere tra i suoi rami il bambino. La mattina successiva fu trovato che dormiva tranquillo sotto l’abete, tutto ricoperto di cristalli che luccicavano alla luce del sole. Si cominciò così a decorare l’albero in ricordo di quell’episodio.

Un’altra leggenda narra che un uomo, rientrando a casa la notte di Natale, vide il meraviglioso spettacolo delle stelle che brillavano attraverso i rami di un abete, e per spiegare quello che aveva visto alla moglie tagliò un piccolo abete e lo ornò di candeline accese. Nacque così il primo albero di Natale.

L’usanza di allestire l’albero sembra risalga alle popolazione del Nord Europa, che avevano l’abitudine di associare al mese di dicembre l’abete, visto che nella tradizione ogni mese lunare veniva simboleggiato da un albero particolare, inoltre si pensava fosse dotato di poteri magici poiché non perdeva le foglie nel gelido inverno.

Nel medioevo, i primi alberi di Natale erano chiamati “alberi del Paradiso” e venivano decorati con mele (che alludevano al peccato originale) e con ostie (simbolo del corpo di Cristo).

Ma è la città di Riga, capitale della Lettonia, a proclamarsi sede del primo albero di Natale della storia, nel 1510.

Un grande albero di Natale viene allestito ogni anno a Roma, a piazza San Pietro, cuore del cattolicesimo mondiale. 

Infine la figura di Babbo Natale, un vecchio con la barba bianca, che la notte di Natale viaggiando dalla Lapponia su una slitta trainata dalle renne, lasciava nelle case i doni per i bambini.

Immagine: Pixabay
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Chiamato Santa Claus nei paesi anglosassoni, è rappresentato da San Nicola, vescovo di Myra, una città situata in Turchia. Di lui si racconta che riportò in vita cinque bambini, che erano stati rapiti e uccisi da un oste, considerato per questo protettore dei bambini.

Purtroppo oggi la maggioranza del popolo occidentale è travolta in questi giorni di festa dalla corsa agli acquisti ai regali, alla preparazione del cenone, alle vacanze, tralasciando ciò che rappresenta la vera essenza del Natale, simbolo di rinascita, di cambiamento, di pace tra tutti gli uomini, di prosperità e benessere interiore.

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