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26 Dicembre 2004: La terra trema, si alza la tempesta

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tsunami

Un terremoto di magnitudo 9,3 della scala Richter scuote la terra al largo della costa est a 160 km da Sumatra. Tutto trema, un rimbombo spacca il silenzio, migliaia di uccelli scappano e un muro d’acqua alto 17 metri si dirige verso la costa. L’impatto è devastante. Interi villaggi vengono rasi al suolo, sradicate numerose comunità costiere: decimate migliaia di famiglie.

Il bilancio risulterà disastroso: oltre 230mila persone perdono la vita.

Questo accadde dieci anni fa, poco prima dell’una di notte: la terra tremò per ben otto minuti, l’energia sprigionata dal terremoto avrà una potenza superiore alle bombe atomiche sganciate oltre quarant’anni fa su Hiroshima e Nagasaki durante la Seconda Guerra Mondiale. Il maremoto che ne segue colpisce le coste dell’Indonesia, Sri Lanka, India, Birmania, Thailandia, Bangladesh e Maldive, sfiorando persino la Somalia e il Kenya a più di 4000 km di distanza.

La scossa è stata avvertita da numerosi sismografi in attività su tutta la Terra. L’ipocentro è stato localizzato ad una profondità di 30 km sotto il livello del mare.

By David Rydevik (email: david.rydevik@gmail.com), Stockholm, Sweden. (Originally at Bild:Davidsvågfoto.JPG.) [Public domain], via Wikimedia Commons
By David Rydevik (email: david.rydevik@gmail.com), Stockholm, Sweden. (Originally at Bild:Davidsvågfoto.JPG.) [Public domain], via Wikimedia Commons

Il terremoto risulterà il terzo più violento registrato negli ultimi decenni, dopo quello che nel 22 maggio 1960 devastò Valvidia in Cile e quello in Alaska nel 1964.

Per commemorare le vittime di questo tragico evento, ogni anno si radunano migliaia di persone lungo le zone colpite in ricordo di coloro che in quel tragico momento hanno perso la vita. Momenti di silenzio sono stati pianificati in diversi punti per ricordare l’ora esatta quando lo tsunami ha colpito la costa, un momento di lutto condiviso dalla popolazione di tutto mondo. Cerimonie e preghiere proseguiranno per tutta la notte.

“Non posso dimenticare l’odore dell’aria e l’acqua in quel momento…anche dopo 10 anni. Non posso dimenticare come ho perso mia moglie, i miei figli, la mia casa.”

ha raccontano singhiozzando Teuku Ahmad Salman, un residente di 51 anni, che si è unito alle migliaia di persone in un momento di preghiera a Banda Aceh, Indonesia.

“Non mi aspettavo che la cerimonia e la condivisione con tutte queste persone mi avrebbe toccato così tanto dopo 10 anni.”

ha commentato la sopravvissuta Claudia Geis, della Germania, gravemente ferita durante il disastro, dove ha quasi rischiato di perdere la gamba.

Nel corso della giornata, il primo ministro thailandese Prayuth Chan-OCHA ha condotto una cerimonia in una barca della polizia che si trovava in mare quando lo tsunami colpì la costa e fu trasportata lontano per oltre 2 chilometri.

By Milei.vencel (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons
By Milei.vencel (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons
La provincia indonesiana di Aceh, la più vicina all’epicentro del sisma, è stata colpita per prima e più duramente. Inizialmente, il terremoto ha distrutto case ed edifici e spaventato l’intera comunità. Circa 20 minuti più tardi, un muro d’acqua con una forza inarrestabile ha trasportano via alberi, macerie e automobili.

In Indonesia si contano più di 170.000 vittime, più di tre quarti del totale. In Thailandia, più di 5.000 persone perdono la vita, circa la metà dei quali erano turisti provenienti da 38 nazioni. In Sri Lanka, l’acqua ha spazzato via un treno uccidendo circa 2.000 persone in un solo colpo.

Nei giorni seguenti furono segnalate numerose scosse di assestamento tra i 5 ed i 6,3 gradi Richter.

Il tragico evento è stato raccontato anche nel film The Impossible del 2012 diretto da Juan Antonio Bayona, interpretato da Naomi Watts e Ewan McGregor.

Ancora oggi numerose persone piangono la morte di familiari e amici. Dedichiamo un minuto di silenzio a tutte le vittime.

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