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28 giugno 1867: nasce Luigi Pirandello

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See page for author [Public domain], via Wikimedia Commons
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Luigi Pirandello nasce il 28 giugno 1867 a Girgenti (oggi Agrigento) in una famiglia di condizioni economiche agiate. Il padre Stefano e la madre Caterina Ricci-Gramitto proprietari di alcune zolfare e di tradizione garibaldina e antiborbonica.

La sua infanzia trascorre serenamente. Dopo gli studi liceali compiuti a Palermo, dove si appassiona alla letteratura, rientra per un breve periodo a Girgenti, aiutando il padre nella conduzione di una miniera  di zolfo. Nel 1886 inizia gli studi universitari a Palermo e dopo alla facoltà di lettere all’università di Roma, ma a causa di un contrasto con il preside, Onorato Occioni, si trasferisce all’università di Bonn, importante centro culturale di quei tempi, dove nel 1891 si laurea in Filologia romanza con una tesi dialettologica.

Qui ad una festa conosce Jenny Schultz-Lander, della quale subito si innamora e alla quale dedica i versi della raccolta “Pasqua di Gea” e “Mal Giocondo”. Nel 1892 si trasferisce a Roma mantenendosi con gli assegni mensili del padre. Qui conosce e stringe amicizia con Luigi Capuana, che lo conduce nel mondo letterario e sei salotti intellettuali, dove conosce altri scrittori, artisti, e critici. Nel 1894 sposa a Girgenti, Maria Antonietta Portulano, figlia di un ricco socio del padre, matrimonio combinato dalle famiglie, e grazie alla dote della moglie possono trasferirsi a Roma.

Dal matrimonio nascono tre figli, Stefano nel1895, Rosalia (Lietta) nel 1897 e Fausto nel 1899.  Nel 1902 pubblica  il primo romanzo, “Il turno”, e lavora ai primi testi teatrali. Nel 1903 a causa di un allagamento alla miniera di zolfo di proprietà del padre, si riducono sul  lastrico. Questa notizia  aggrava ulteriormente le condizioni mentali della moglie, già sofferente di crisi isteriche, e di una forma di gelosia delirante e paranoica nei confronti di tutte le donne che parlano e avvicinano il marito, perfino della figlia Lietta, la quale disperata dopo aver tentato il suicidio, va via da casa. La difficile situazione di assistenza alla moglie lo costringe nel 1919  a ricoverarla in una clinica per malattie mentali, dove morirà nel 1959. Per arrotondare lo stipendio universitario, visto lo scarso successo delle sue opere letterarie, impartisce lezioni private di italiano e di tedesco e intensifica la sua collaborazione con giornali e riviste.

Nel 1904 arriva il suo grande successo con la pubblicazione del romanzo “Il fu Mattia Pascal”, (un uomo si fa credere morto, tenta un’altra vita, ma alla fine torna alla sua famiglia),scritto durante le notti mentre vegliava la moglie paralizzata alle gambe. Nel 1909 inizia una collaborazione con “Il Corriere della Sera”, su cui appaiono le sue novelle; pubblica la prima parte del romanzo “I vecchi e i giovani”, dove descrive il disagio delle generazioni in Sicilia negli anni  dopo l’Unità.

Nel 1910  vengono rappresentati i suoi due primi drammi,”La morsa” e “Lumie di Sicilia”e nel 1911 esce il romanzo “Suo marito” Nel 1915 pubblica il romanzo “Si gira” e nel 1916 adatta in dialetto siciliano la novella “Pensaci Giacomino!”.

Nel difficile periodo della guerra, durante il quale  il figlio Stefano viene ferito e fatto prigioniero, scrive alcune celebri opere iniziando cosi un’intensa e prodigiosa attività teatrale: Liolà, Cosi è se vi pare, Il berretto a sonagli, Il gioco delle parti,  Tutto per bene, Come prima, meglio di prima, Il piacere dell’onestà, raggiungendo un successo internazionale con il capolavoro “Sei personaggi in cerca d’autore”.

Nel 1925 fonda la Compagnia del Teatro d’Arte di Roma con due grandi interpreti, Ruggero Ruggeri e l’attrice Marta Abba a cui si lega sentimentalmente, e con i quali porta il teatro pirandelliano in tutto il mondo.  Nel 1926 esce il  romanzo “Uno, nessuno e centomila”. Nel giro di poco tempo diviene un drammaturgo di fama internazionale e il cinema trae diversi film dai suoi testi teatrali alla cui lavorazione assisteva spesso. Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura.

Appassionato di cinematografia, nel novembre 1936 si ammala di polmonite mentre assiste alle riprese a Cinecittà di un film tratto dal suo  romanzo “Il fu Mattia Pascal”,  e avendo già subito due attacchi di cuore, dopo quindici giorni di malattia,  il 10 dicembre del 1936 muore nella sua casa romana all’età di 69 anni lasciando incompiuto l’ultimo  lavoro teatrale “I giganti della montagna”.

Pirandello è uno dei più grandi scrittori che ha segnato soprattutto  la storia del teatro, autore di sette romanzi, due saggi, quattro raccolte di poesie e più di duecento novelle.

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