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Speciale: Il 5 giugno torna nelle sale “2001 – Odissea nello spazio”

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Speciale: Il 5 giugno torna nelle sale “2001 – Odissea nello spazio”

In occasione del 50° anniversario, il film di Kubrick ritorna sul grande schermo in una versione restaurata da Christopher Nolan, già presentata al Festival di Cannes, conservando il formato originale in 70 mm, senza scalfire la suprema bellezza di un grande capolavoro del cinema.

Un film è, o dovrebbe essere, più simile alla musica che non alla fiction. Dovrebbe essere una progressione di stati d’animo e sentimenti. Il tema, ciò che è dietro all’emozione, il significato: tutto viene dopo.
Stanley Kubrick

È così che può essere riassunto tutto il profondo significato del cinema di Stanley Kubrick, uno dei più grandi artisti del XX secolo nonché uno dei più grandi cineasti in assoluto, capace di stupire critica e pubblico con il suo inimitabile gusto estetico e, allo stesso tempo, di scandalizzare per la dirompente originalità con cui ha interpretato ogni genere possibile.

Non era dunque il tema che interessava a Kubrick: poteva trattarsi di un peplum sullo schiavo Spartacus, del folle amore per una tredicenne (Lolita); della violenza fine a se stessa in una società futuristica (Arancia meccanica) o della follia scatenata dalla guerra in Vietnam (Full Metal Jacket).

Ma Kubrick rimane sempre fedele al proprio stile: il film può diventare un lunghissimo video-clip – nel senso migliore del termine – in cui la delicatezza della musica si scontra con la brutalità delle sequenze, come in Arancia meccanica, con le scene più violente accompagnate dal protagonista che canticchia Singin’ in the rain o talvolta, addirittura, dall’Inno alla gioia di Beethoven.

Un forte contrasto che è una delle tante sfaccettature del genio di Kubrick, mai vincitore di un Oscar come regista ma solo di Oscar tecnici. E non ci sono dubbi che i suoi film, dal punto di vista tecnico, siano quanto più di perfetto possa esserci: regia, montaggio, fotografia, scenografie, musiche, recitazione…

2001 – Odissea nello spazio
2001 – Odissea nello spazio

Tutto curato nei minimi dettagli. Questa cura, però, aveva un prezzo da pagare: ed è per questo che Kubrick si è limitato, nella sua lunga carriera, a soli tredici film. Qualità, non quantità.

Tra quei tredici capolavori, ce n’è uno, in particolare, che è riuscito a suscitare l’ammirazione di registi del calibro di Scorsese, John Landis e Woody Allen: 2001 – Odissea nello spazio, uscito nel lontano 1968 e ora arrivato al suo cinquantesimo anno di età.

Tratto dal romanzo di Arthur C. Clarke, il capolavoro di Kubrick non è soltanto un film di fantascienza, ma una fiaba allegorica sul destino finale dell’uomo, sulle sue origini e sul mistero nascosto nell’ignoto, al di là delle stelle. Non si tratta di un semplice viaggio inter-planetario, ma di qualcosa di molto più complesso, addirittura metafisico.

Il racconto è suddiviso in più parti, soltanto in apparenza separate tra loro. Elemento comune è un misterioso monolito nero, divinità per un gruppo di ominidi dell’Africa, quattro milioni di anni fa; oggetto enigmatico ritrovato sulla luna, nel 1999; e infine, il simbolo dell’esistenza stessa e dell’insondabile.

Non è lo spazio a essere esplorato ma qualcosa di molto meno fantascientifico: l’uomo, dalla sua creazione alla sua evoluzione massima, l’intelligenza artificiale, rappresentata dal computer HAL 9000. E quel feto che fluttua nello spazio, circondato dall’infinita oscurità, è il Bambino delle Stelle (Star-Child), possibile rimando alle origini extra-terrestri dell’uomo.

Tante ancora, per non dire infinite quanto l’universo stesso, potrebbero essere le interpretazioni di 2001 – Odissea nello spazio, una vera propria rivoluzione per i film di fantascienza tanto quanto lo era stato Quarto potere per la tecnica narrativa. Un viaggio attraverso l’ignoto e l’eterno ritorno della filosofia di Nietzsche, richiamata dall’accompagnamento musicale iniziale, Così parlò Zarathustra di Richard Strauss: questa è la vera musica delle sfere, quella filosofia nata nell’antichità, con Pitagora; una concezione filosofica con cui si intendeva rappresentare l’universo come un enorme sistema in cui i pianeti si muovevano in perfetta armonia.

Il fascino irresistibile di 2001 – Odissea dello spazio ha spinto Christopher Nolan, un altro grande cineasta, a omaggiarlo in tutti i modi nel suo Interstellar, aggiungendovi una trama per renderlo più fruibile a un pubblico generalista.

È proprio a Nolan che si deve il restauro del film di Kubrick, presentato al Festival di Cannes 2018. Un restauro, però, che non prevedeva il passaggio dall’analogico al digitale ma che conserva il film nell’originale formato in 70 mm. Questo restauro ha permesso di eliminare tutte le tracce del tempo come graffi, sporcizia, senza ridurre la grandezza estetica di un film che, dal punto di vista tecnico, non può che definirsi perfetto.

Ogni forma d’arte è prodotto di un faticoso lavoro manuale e intellettuale: e questo vale anche per il cinema. Mantenere 2001 – Odissea nello spazio nel formato d’origine, così come fu proiettato nel 1968, vuol dire conservare i tratti essenziali del lavoro artigianale che vi era alla base. Con l’avvento del digitale, è stato inevitabile che molti cinema dismettessero tutte le vecchie attrezzature, tra cui i vecchi proiettori, soggetti a usura, e le pellicole, facilmente incendiabili. La maggioranza dei cinema italiani è dotata del 2K; qualcuno è in 3K, mentre soltanto l’Arcadia di Melzo offre il 70 mm.

Ad ogni modo, l’appuntamento con un classico del cinema di ogni epoca è davvero imperdibile: il 5 e il 6 giugno, 2001 – Odissea nello spazio torna nelle sale, per offrire alle nuove generazioni qualcosa che forse ancora non conoscono, a causa dei grandi mutamenti tecnologici avvenuti nell’ultimo decennio. Si tratta della lentezza, della possibilità di sedersi comodi in poltrona e di gustarsi il vero cinema, una ebrezza estetica che soltanto i grandi registi hanno saputo eguagliare.

Tanto Scorsese e Woody Allen quanto Christopher Nolan ne sono rimasti profondamente affascinati e se oggi la saga di Star Wars è dominata dai colpi di scena e dall’azione, ecco che 2001 – Odissea nello spazio è volto a tutt’altro: ai grandi, sublimi istanti di un’insuperabile opera d’arte.

RASSEGNA PANORAMICA
2001 – Odissea nello spazio
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