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A Novara una corsa contro l’omofobia

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omofobia

Rainbow Run, così è stata chiamata la maratona che domenica 17 maggio partirà nella città di Novara.

Ma questa maratona non è solo per dimostrare la propria forza, bensì per lanciare un chiaro segnale contro l’omofobia, la paura e l’odio verso le persone omosessuali. L’evento è stato organizzato da NovarArcobaleno e V-Events, in collaborazione con il Comune della città novarese. La maratona prevede un costo di iscrizione pari a 15 euro, i quali verranno utilizzati dalle due associazioni per organizzare eventi simili in difesa delle persone omosessuali.

La data poi non è stata scelta a caso: il 17 maggio difatti sarà la giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. Inoltre, oltre alla corsa che partirà solo nel pomeriggio, dalla mattina il Parco dell’Allea ospiterà numerose iniziative che continueranno fino alla sera.

L’intento di NovarArcobaleno, oltre alla sensibilizzazione della società di fronte a un tema importante come questo, è anche quello di avviare una serie di eventi sull’omosessualità, attraverso dibattiti e ulteriori manifestazioni.

E’ un tema questo di cui si deve parlare, anche in vista della discussione in Parlamento del ddl Cirinnà, la quale prevede la legalizzazione delle coppie omosessuali le quali potranno ottenere i diritti previsti per le coppie eterosessuali. Questa corsa, come il gay pride a Verona a giugno e il fatto che il 60% degli italiani approva le unioni tra coppie dello stesso sesso sono tutti segnali che anche nella società qualcosa sta cambiando, allontanando sempre di più il mostro della discriminazione e dell’omofobia, rimasta salda solamente nei gruppi politici più estremi e in quelle persone che forse a causa di un errato e vecchio insegnamento o per mentalità non accettano una cosa che è naturale, considerandola invece una malattia dalla quale si  può guarire.

Ora, in vista della giornata mondiale contro l’omofobia, si aspetta anche la decisione del Parlamento che dovrebbe arrivare in questi giorni e comunque prima del 31 maggio, come annunciato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo l’approvazione del disegno di legge in Commissione Giustizia al Senato.