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Abuso di alcol: chi lavora troppo è più a rischio

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Esiste una relazione tra il troppo lavoro e l’abuso di alcol? Secondo un team di ricercatori finlandesi del Finnish Institute of Health, guidati dalla professoressa Marianna Virtanen, chi lavora più di 48 ore alla settimana sarebbe più propenso a bere grosse quantità di alcol, fino a correre il rischio di sviluppare una dipendenza patologica.

I dati presi in considerazione dai ricercatori per giungere a questa conclusione riguardavano più di 333.693 persone di 14 diversi paesi del mondo e hanno rivelato che le persone che, di norma, lavorano tra le 49 e le 55 ore a settimana, o addirittura di più, hanno il 12-13% di probabilità in più di abusare di bevande alcoliche, rispetto a coloro che invece lavoravano di meno, mantenendosi su una media di 35-40 ore alla settimana. Questo pericolo riguarderebbe tutti coloro che lavorano troppo, senza significative differenze per età, sesso e condizioni socio-economiche.

Immagine: Pixabay
Immagine: Pixabay

Ma l’abuso di alcol non è l’unica conseguenza negativa dell’eccessivo lavoro. Chi dedica troppo tempo alla propria professione, infatti, avrebbe anche un rischio di sviluppare una depressione maggiore rispetto a chi lavora le canoniche 7-8 ore al giorno, come aveva dimostrato una ricerca condotta presso la University College di Londra e pubblicata sulla rivista Plos One.

Se è vero che il lavoro nobilita l’uomo, è anche vero che non bisogna esagerare, per non rischiare di danneggiare la propria salute fisica e mentale e di cadere in quella che gli specialisti hanno chiamato “sindrome da workaholism“, un disturbo ossessivo-compulsivo che colpisce soprattutto i liberi professionisti e che si configura come una vera e propria dipendenza dal lavoro.