Brutta notizia per gli evasori fiscali italiani, e per tutti coloro che pensavano di fare i furbi, aprendo un conto corrente all’estero dove versare gran parte delle proprie ricchezze, senza pagare le tasse allo Stato italiano.

Difatti, oggi a Milano la Svizzera e l’Italia hanno firmato un trattato con il quale non ci saranno più segreti tra i due Stati, in modo da scoprire l’intestatario dei conti e recapitando al diretto interessato le tasse dovute. Ma il Presidente del Consiglio Renzi, benevolo, aveva già deciso di permettere agli evasori che decidono di rendere noti i loro conti esteri, uno “sconto” per buona condotta, attraverso un apposito documento da compilare. Con il voluntary disclosure, così è stato chiamato, i proprietari dei conti potranno avvertire lo Stato dei soldi non dichiarati, ottenendo una diminuzione della multa.

Il Ministro dell’Economia Padoan ha annunciato un accordo simile anche con il Liechtenstein, che verrà siglato fra tre giorni. Però, nonostante la firma del protocollo, le autorità dovranno attendere che i due Parlamenti ratifichino il regolamento, e solamente dopo la votazione si potranno iniziare le operazioni, riportando i capitali in Italia.

Secondo Matteo Renzi, si parla di miliardi di euro che torneranno nelle casse italiane, e per i quali i proprietari pagheranno le tasse che gli spettano, come fanno la maggior parte di cittadini italiani, sicuramente con un minor conto in banca. Ma così ci guadagna la Svizzera da questo? Il suo nome sarà eliminato dalla lista degli Stati classificati come paradisi fiscali, dove ovvero i proprietari dei conti ottengono un interesse molto elevato e soprattutto lo Stato non può tassare la ricchezza.

Il problema degli evasori fiscali è una piaga italiani, che porta lo Stato a tassare di più coloro che dichiarano l’intero reddito, senza applicare sotterfugi per far uscire i soldi dall’Italia. L’accordo è stato firmato dopo un anno di trattativa, con la soddisfazione del premier, il quale ha annunciato la firma del protocollo attraverso un post su Twitter, in cui si ricordava che l’intenzione di un accordo con la Svizzera era una promessa che aveva fatto durante la campagna delle primarie del Partito Democratico, e che oggi ha potuto portare a termine.

di Alessandro Bovo

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