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Addio a Carlo Vanzina

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È morto ieri, 8 Luglio 2018, il famoso regista Carlo Vanzina, a Roma, la stessa città che gli diede i natali il 13 Marzo del 1951.

Aveva sessantasette anni e la notizia della sua morte ci ha colti di sorpresa, perché è stata il cosiddetto fulmine a ciel sereno.

Nell’ambiente sapevano tutti che era da tempo gravemente malato ma, come sempre accade in questi casi, finché la morte non decreta la fine di una vita, la speranza è l’ultima a morire.

Carlo Vanzina, figlio del grande Steno, non è mai stato simpatico alla Critica, che ha sempre ritenuto i suoi film di bassa lega, e nel corso della sua carriera si è preso appellativi alquanto indignitosi. Ma era uno che sapeva indubbiamente girare film, certamente non qualitativamente indimenticabili, che però avevano grande presa sul pubblico, perché nelle sue pellicole ritraeva, pur con spirito maccheronico e caciarone, i vizi e i difetti di noi italiani, da quarant’anni a questa parte, sin dal suo esordio del 1976 con Renato Pozzetto, Luna di miele in tre.

Quindi raggiunse il successo con Diego Abatantuono negli anni ottanta, con film come I fichissimi, Eccezzziunale… veramente e Viuuulentemente mia. Diventando poi il re dei cinepanettoni e inaugurando la “saga” di Vacanze di Natale.

Nella sua carriera ha diretto, pensate, la bellezza di sessantasei film, incluse anche le sue regie televisive.

Ha quasi sempre lavorato assieme a suo fratello Enrico, che gli sceneggiava i film.

Con la morte di Carlo Vanzina, nel bene o nel male, finisce un’epoca anche sociale, sì, sottostimata o “cultizzata” in segno di derisione dai critici, ma che comunque fa parte del patrimonio cinematografico italiano.

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