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Addio a Katyna Ranieri, regina controcorrente della musica italiana

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Una voce, un po soprano e un po showgirl che si affaccia con aria curiosa alla popular music; sembra una storia controcorrente, eppure per Katyna Ranieri la musica era principalmente una questione di stile. E lei, compagna inseparabile del compositore Riz Ortolani, è riuscita a porsi sempre come un’ icona di stile, classe e spregiudicatezza.

Anche lei la madrina della musica d’autore, se n’è andata nella notte del 2 settembre, subito dopo aver compiuto i suoi 93 anni e aver festeggiato l’anniversario di matrimonio con il compagno di vita e carriera: il compositore e maestro Riz Ortolani, scomparso nel 2014.

Nata a Follonica, dopo gli studi classici indirizzò la sua carriera proprio nel mondo dello spettacolo, per approdare nel 1953, sul palcoscenico d’eccellenza della musica popolare: il Festival di Sanremo; qui arrivò seconda, con “No Pierrot” con Achille Togliani”. Successivamente comincia a portare in giro un repertorio particolare, suggellato da un’impostazione lirica e al tempo stesso jazzistica, che conferiva alla cantante una grande sensualità. Forse fu questa la scintilla che fece breccia nel cuore del maestro Ortolani, che nel 54 la sposò e insieme a lei creò un sodalizio esclusivo che li porta sui palcoscenici più esclusivi dell’America Latina e degli Usa.

Gli anni 70 confermano l’unione artistica grazie all’approdo della Ranieri al repertorio orchestrale, fatto di concerti in Giappone, Austria, Germani, Inghilterra, Corea.

Non vanno dimenticati i grandi temi musicali che hanno accompagnato alcuni tra i più grandi capolavori del cinema italiano e internazionale: tra questi la più famosa resta “More“, dal film “Mondo cane” che valse un grammy al compositore pesarese e il primato per la Ranieri di essere stata l’unica italiana, nella storia degli Academy Awards, a esibirsi ad una cerimonia degli Oscar.

Tra le altre interpretazioni più celebri ricordiamo Oh my Love e  Forget domani, tratte dal film The Yellow Rolls Royce; mentre una menzione speciale merita la colonna sonora di “Fratello Sole Sorella Luna” di Franco Zeffirelli.

Ai funerali tenutisi oggi presso la Basilica di Santa Maria in Montesano in Piazza del Popolo, la stessa famiglia ha invitato i partecipanti ad evitare abiti a lutto, per mantenere il filo conduttore verso un’artista poliedrica, selvaggiamente elegante, curiosa e intrigante, che alla musica internazionale ha dato una forte componente di eclettismo, ma forse per la cultura italiana attuale non è stata facilmente digeribile.

 

 

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