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Addio a Robby Müller, immenso direttore della fotografia

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Si è spento all’età di settantotto anni un maestro delle luci del Cinema, il grande Robby Müller.

È morto dopo una lunga malattia, una forma invalidante di demenza che aveva fortemente compromesso la sua lucidità mentale e gli aveva impedito di essere autosufficiente.

A darne il triste annuncio i parenti.

Müller era nato il 4 Aprile del 1940 a Willemstad, in Olanda.

Aveva lavorato per grandi film come Repo Man – Il recuperatore, Paris, Texas di Wim Wenders, Vivere e morire a Los Angeles di William Friedkin, Daunbailò di Jim Jarmusch, Barfly – Moscone da bar di Barbet Schroeder con Mickey Rourke e una fantastica Faye Dunaway, Il piccolo diavolo di e con Roberto Benigni, solo per citarne alcuni.

La sua fama è in particolar modo legata a un regista su tutti, il già citato Jim Jarmusch per il quale splendidamente lavorò anche per Mystery Train, Dead Man, Ghost Dog e Coffee and Cigarettes.

La sua è stata una fotografia molto asciutta, senza troppi fronzoli, realistica, adatta a registi appunto minimalisti e da Cinema “verità”, come ad esempio Lars von Trier, e infatti indimenticabile il suo lavoro svolto per Le onde del destino.

Ci lascia dunque un grande, un maestro indiscusso dell’uso suadente e ipnotico delle luci, capace di emozionarci anche nei suoi B/N elegantissimi e sobri.

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