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Adept: il maxi ombrello spaziale per i viaggi nello spazio

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Correvano i “ruggenti” anni ’80; la musica era canalizzata da Michael Jackson, Madonna e i Duran Duran; il cinema era stato canalizzato dalla saga di Rocky e Rambo e il mito del supereroe umano, urbano e solitario rappresentava il modello di riferimento per ogni fantasia. Anche la politica internazionale venne assorbita nel fluido dell’immaginazione. Gli Stati Uniti per esempio, portarono alla Casa Bianca l’ex divo di Hollywood, Ronald Reagan, che guidò il mondo occidentale verso la cosiddetta “rivoluzione” liberale, tesa allo smantellamento dei  due blocchi contrapposti: USA/URSS.

Il vecchio cowboy cercò in tutti i modi di catturare l’attenzione dei media e del pubblico, attraverso un linguaggio più snello capace di parlare e immaginare il mondo delle persone comuni; coloro che sognavano al cinema e ascoltavano musica. Reagan riuscì in parte a persuadere il popolo a fidarsi del sistema più potente al mondo, capace di battere i sovietici anche nello sport, meno nel campo delle arti meno sceniche. Frank Zappa instaurò una vera controcampagna contro il presidente USA a colpi di attacchi più o meno mirati e diversi brani dove Reagan veniva palesemente preso di mira e lo stesso Bruce Springsteen vietò lo sfruttamento della sua “Born in the USA”, quando essa venne associata ad una potenziale propaganda del sistema americano.

Ma gli anni ’80 erano anche figli di Star Wars e Alien, nonché della Strategic Defense Initiative (SDI), ovvero niziativa di difesa strategica comunemente nota come Scudo spaziale, proposto nel 1983 per utilizzare sistemi d’arma con base al suolo e nello spazio per proteggere il paese da possibili attacchi di missili balistici a base di testate nucleari.

Ora che la guerra fredda è finita (almeno in teoria), si torna a parlare di protezione terrestre, ma il “nemico” non è più il blocco sovietico, bensì l’effetto serra e il riscaldamento globale.

E per questo che la NASA sta lavorando a una sorta di ombrello gigante in fibre di carbonio, capace di schermare le sonde spaziali.

L’ Adept, questo è il nome del nuovo scudo termico, viene da Adaptable Deployable Entry Placement Technology, ed è composto da un strato molto spesso in fibre di carbonio intrecciate e montate su un telaio particolarmente flessibile, tale da essere caricato su un vettore o cargo spaziale e resistere al calore provocato dai raggi solari. In questo modo sarà possibile consentire il rientro di campioni anche da altri pianeti, con particolare attenzione alle attuali ricerche su Marte.

 

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