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Alberto Stasi condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi

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Immagine: Pixabay
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A distanza di 7 anni Chiara Poggi ha finalmente avuto giustizia. Nella giornata di ieri, durante l’ultimo processo, la corte d’assise d’appello ha riconosciuto Alberto Stasi come il colpevole dell’omicidio di Chiara, condannandolo a 16 anni di carcere. Secondo i PM, infatti, sarebbe stato lui a uccidere nell’agosto del 2007 la Poggi, chiamando poi la Polizia e affermando di aver trovato il corpo senza vita della sua fidanzata.

Gli indizi che secondo gli inquirenti hanno portato a mettere in luce la sua colpevolezza sarebbero: le tracce del DNA di Stasi trovate nel bagno della fidanzata, per poi passare al fatto che Chiara avrebbe sicuramente aperto la porta, poco prima di essere uccisa, ad un persona che conosceva bene; infine c’è anche la mancanza di un alibi proprio nel lasso di tempo in cui sarebbe stato compiuto l’omicidio.

Rimangono ancora da chiarire diversi punti, tra cui quello poco chiaro secondo cui Stasi, nonostante si sia avvicinato al corpo della fidanzata ormai priva di vita, sarebbe riuscito a non sporcarsi le scarpe di sangue. Questo è sicuramente un punto che non lascia indifferenti gli inquirenti che continueranno con le indagini.

Stasi, da sempre ritenuto colpevole almeno dal popolo, una volta letta la sentenza d’appello, si è mostrato sconvolto da tali parole; una volta terminata l’udienza ha lasciato in fretta e furia l’aula di tribunale accompagnato dai suoi avvocati.

 

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