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Anteprima, Gomorra – La Serie

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Un caso letterario, oltre dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo e più di due milioni nella sola Italia. Un romanzo inserito dal New York Times fra i cento libri più importanti del 2007. Una trasposizione cinematografica che ha incassato al botteghino oltre dieci milioni di euro. Best-seller prima, trasposizione cinematografica poi… e adesso serie televisiva che si prospetta come uno dei potenziali casi del 2014.

L’opera in questione è Gomorra, scritta da Roberto Saviano e pubblicata da Mondadori nel 2006. Il film uscito nel 2008 mantenne il titolo del romanzo e vide dietro la cinepresa Riccardo Garrone.

Il libro prima, il film poi, descrivono un fenomeno assai complesso, quello della Camorra, e lo fanno analizzandone il contesto in cui essa nasce e si diffonde, le modalità con cui opera e il modo in cui si rapporta con la popolazione e il sistema economico in un mondo descritto dai camorristi come implacabile e nel quale i giovani, per avere un futuro, devono scegliere l’unica strada che offre loro una possibilità: il crimine organizzato.

Quello di Saviano, com’è noto, non è solo un romanzo: è una descrizione, documentata e implacabile, di una fetta di Italia, una denuncia e al tempo stesso un grido per svegliare le coscienze. Dal commercio di importazione, al funzionamento del sistema camorristico, dalla guerra di Secondigliano, agli imperi economici dello smaltimento dei rifiuti e dell’edilizia, Saviano non tralascia nulla del fenomeno camorristico.

Il film di Garrone, uscito nelle sale cinematografiche nel 2008, riesce a non tradire la natura dell’opera e questo, come si dirà, lo afferma lo stesso Roberto Saviano. Quando si traspone la realtà in un altro media, infatti, c’è il rischio che il lato oscuro, quello corrotto e disgraziato descritto fra le pagine di un Gomorra, rischi di apparire talmente affascinante da tradire quell’anima propria dell’opera. Per bocca dello stesso Saviano, Garrone riuscì ad evitare che ciò accadesse:

“L’occhio antropologico di Garrone non ha permesso quello che per me sarebbe stata una sconfitta, cioè di rendere incredibilmente interessanti dei personaggi per il solo fatto che questi personaggi militavano in certe organizzazioni”.

Nella commistione fra media di cui si è già scritto altre volte, Gomorra si appresta a compiere un ulteriore passo, quello che porta dal grande al piccolo schermo. Nel 2014 arriverà Gomorra – La Serie e il tema, ne sono certo, si riproporrà puntualmente. Sarà un’opera di denuncia o no? Sarà il trionfo dell’antieroismo o lo sconcerto, il disgusto suscitato dalla lettura del libro di Saviano o dall’opera di Garrone riusciranno a emergere anche da questa nuova versione del best-seller?

Per spiegare cosa vuole essere il progetto in questione, ecco le parole dello stesso Saviano:

“Gomorra-La serie nasce con l’obiettivo di mostrare quanto la camorra sia un potere internazionale, ormai le mafie italiane sono organizzazioni che non si tengono nei confini italiani, anzi spesso sono molto più forti fuori con il riciclaggio e gli investimenti. Il controllo del territorio nel senso militare avviene nel Sud Italia, il controllo del territorio, meglio, l’investimento nel territorio avviene in tutto il mondo”.

L’obiettivo di Saviano ormai è chiaro: l’autore napoletano è fermamente convinto che nella narrazione risieda quella spinta propulsiva in grado di far emergere le coscienze, di sensibilizzare e portare al cambiamento. Come direbbe Benigni, Saviano crede nella massima secondo cui “quando un uomo con la penna incontra un uomo con la pistola, quello con la pistola muore”. Un nobile proposito che non mi sento nella condizione di criticare. Utilizzare la televisione, inoltre, vuol dire godere di uno spazio maggiore rispetto a quello cinematografico e, certamente, offre la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto di quanto possa esserlo quello di un romanzo. In Italia, dopotutto, è un problema risaputo: si legge poco.

Gomorra – la Serie andrà in onda nel 2014. La produzione, firmata da Sky in collaborazione con Fandango, Cattleya, Beta Film e La7, è affidata al lavoro di Stefano Sollima e si avvarrà, fra gli altri, della regia di Francesca Comencini e Claudio Cupellini. Per il regista romano non si tratta della prima trasposizione di questo tipo. Nel 2008, infatti, lo stesso Sollima ha ideato per Sky, con l’apporto di Michele Placido, Romanzo Criminale – La Serie che come Gomorra narrava un sistema criminale, quello nato nella Roma degli anni 70′, e ne svelava i segreti attraverso un ventennio di storia italiana raccontato in un romanzo del giudice Giancarlo De Cataldo.

Romanzo Criminale – La Serie è diventato un cult, un esempio di come anche in Italia si possano creare opere di notevole valore artistico e in grado di conquistare il pubblico internazionale che certamente non mancherà di rivolgere la sua attenzione anche a Gomorra – La Serie. Se i trascorsi di Sollima non tradiranno le aspettative, le dodici puntate di Gomorra – La Serie saranno senz’altro un’opera di qualità e la presenza nel cast di attori locali – navigati e non – non potrà che rappresentare un valore aggiunto notevole. Resta comunque il fatto che Romanzo Criminale, tratto dall’omonimo romanzo, era comunque un’opera fortemente romanzata (in fede al nome del romanzo), dove la mitizzazione, seppur in parte, era presente in dosi a mio parere massicce e a soppesare il lato oscuro, la figura dello “sconfitto” Commissario Scialoja. Nulla di problematico, non in un’opera che si muoveva in un periodo storico diverso, dove gli anni di piombo erano semplicemente uno sfondo per le vicende del Libano, del Dandi e del Freddo, e dell’ascesa e distruzione della banda della Magliana con molta fiction e poca storia.

Sicuri che per Gomorra, attuale com’è, sia la stessa cosa? Staremo a vedere.

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