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Approfondimento: omosessualità e giovani, quali sono i problemi?

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omosessualita

Noi di JustNews abbiamo già intervistato personaggi più o meno famosi riguardante l’omosessualità, per dare un’occhiata a un mondo che sembra così distante da quello che una persona può vivere quotidianamente. Questa distanza è causata dall’odio e dall’indifferenza di una parte della popolazione, che cerca di allontanarsi da un mondo che può non piacere, perché secondo loro non naturale. Avvicinandosi, invece, interessandosi, si scopre che non esiste alcuna differenza, ma in Italia una fetta di popolazione non ha ancora capito questo concetto.

Contro l'omofobia (Fonte: amnesty.it)
Contro l’omofobia (Fonte: amnesty.it)

E’ positivo il trend in aumento degli italiani che sono favorevoli ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso, in una percentuale che ha superato la metà della popolazione. Ancora troppo alti, invece, gli episodi di omofobia, derivanti dal bullismo nelle scuole o da discriminazioni nei posti di lavoro e generalmente nella società, che portano a gesti sconsiderati ed estremi, come il suicidio. Sono cinque i ragazzi che hanno deciso di togliersi la vita, e la causa è sempre la stessa: il rifiuto della società a capire che non c’è differenza tra eterosessualità ed omosessualità. Ma è un concetto forse ancora troppo complicato per alcuni.

Abbiamo chiesto di esporci il suo punto di vista a Mirco Costacurta, un ragazzo di ventitré anni che segue il gruppo giovani del circolo Arcigay di Padova, il Tralaltro. Illustrerà la vita padovana per un ragazzo omosessuale, mostrando che ovunque c’è del rifiuto verso chi viene considerato diverso, ma si può sconfiggere vivendo ogni giorno tranquillamente, considerando i problemi (derivanti dal proprio orientamento sessuale) come degli ostacoli facilmente superabili.

Mirco Costacurta (Fonte: facebook.com)
Mirco Costacurta (Fonte: facebook.com)

Come vive la sua omosessualità un ragazzo universitario a Padova?

Padova è una città universitaria molto aperta. Con ben quattro associazioni GLBT, e vari locali… è praticamente la capitale gay del Veneto. Non ho trovato nessun tipo di problema, se non in un locale uno spintone mentre mi baciavo con il mio ragazzo un anno fa, ed un gruppo di ragazzi che hanno seguito me e lo stesso per duecento metri insultandoci con chiare espressioni omofobe mentre ci tenevamo per mano. Purtroppo l’omofobia è presente in alcune forme anche qui.

Come può un ragazzo riuscire a fare coming out? si sentirà mai pronto per questo passo?

Il coming out è un momento molto importante nella vita di una persona. Nessuno è obbligato a farlo, ma da parte mia è vivamente consigliato. è indispensabile per poter infrangere le barriere che separano la vita pubblica e quella privata e garantirne quindi una sorta di continuità. Purtroppo se un ragazzo non si sente pronto spesso è a causa di un omofobia che proviene dalla società (dalla famiglia alle istituzioni) o da se stessi, ed in questo caso gli psicologi la chiamano omofobia interiorizzata.

Cosa può trattenere un ragazzo dal rivelarsi? quali paure si nascondono dentro un gay?

Il giudizio degli altri è ciò che frena molto spesso la persona a dichiarare il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. Paura di perdere le persone a cui si vuole bene, o che lo hanno cresciuto. Paura di deludere, di non esaudire le aspettative dei propri genitori (sposarsi, avere una famiglia con dei nipoti magari). Scoraggiamento di dover lottare per dei diritti che in Italia ancora non si sono ottenuti in circa di trenta anni di attivismo e di non ottenere l’appoggio sperato.

Parlando di te: chi è stata la prima persona a cui hai detto di essere gay? come ha reagito?

Quando ho detto a Chiara, la mia migliore amica del liceo di essere gay mi ha mandato a quel paese in maniera energica, diciamo! XD Credeva che quello che stessi per dirle fosse di essere innamorato di lei, e non avrebbe saputo come gestire la situazione in tal caso, invece il coming out oltre che inaspettato, conoscendomi, le è sembrato un falso problema: “sei sempre il ragazzo che conosco da quattro anni, solo che ora so che ti piacciono i ragazzi invece delle ragazze”.

Qual è stata la reazione dei tuoi genitori?

Preferirei non parlarne, per rispetto loro, nel caso un famigliare si trovasse a leggere questo articolo. Dico solo che se non ci fossero stati problemi e loro fossero orgogliosi di avere un figlio con un orientamento sessuale differente da quello eterosessuale lo racconterei con gioia.

Bandiera Rainbow (Fonte: daily.wired.it)
Bandiera Rainbow (Fonte: daily.wired.it)

Sei stato oggetto di discriminazioni nella tua vita?

Sì: ogni giorno molte persone credono fermamente che la mia relazione con un ragazzo non sia degna di essere paragonata a quella di una coppia eterosessuale, senza contare che in Italia solo una famiglia tradizionale può crescere dei figli. A parte questa situazione che vive generalmente ogni omosessuale in Italia, alle medie e in una fase delle superiori ho provato il bullismo omofobico. Non avevo accettato neppure io il mio orientamento sessuale, però i miei compagni percepivano un’identità di genere conforme più a quella tipicamente femminile che a quella maschile e questo bastava per sentirsi urlare “finocchio” o “frocio”. La cosa più spiacevole è stato un allontamento progressivo di un ragazzo della stessa mia scuola dopo il mio coming out. Non voleva farsi più vedere in mia compagnia e soprattutto aveva ridotto enormemente il contatto fisico con me. Ebbene ho scoperto un anno fa che è omosessuale: mi sembra quindi l’ennesimo caso di omofobia interiorizzata proiettata all’esterno. Non accettare gli altri per l’incapacità di accettare sé stessi.

Vivi il tuo essere gay in totale tranquillità: è sempre stato così?

In un certo senso l’ho sempre saputo. Da quando cominciai ad avere da ragazzino un certo interesse per l’attività sessuale, mi rendevo conto di essere più attratto dalle figure maschili di quelle femminili. Fino all’età di 18 anni è rimasta dentro di me questa cosa e nessuno, se non una psicologa con cui ho avuto una seduta devastante dal punto di vista emotivo, me l’ha mai fatto percepire come una cosa normale e del tutto innocua per la società. Purtroppo le influenze delle istituzioni cattoliche e le aspettative del nostro ambiente eteronormativo non hanno incoraggiato una repentina accettazione di sé. Da allora le cose sono cambiate: ho imparato molto da me stesso e dagli altri per andare oltre i pregiudizi che può avere la gente e gli stereotipi in cui molto spesso cadiamo anche noi dell’ambiente GLBT. L’orientamento sessuale è una delle tante sfaccettature della propria identità, e non è sempre stabile nella vita, così come il rapporto con il proprio corpo e con quello degli altri. Nulla è stabile, nemmeno ciò che ci piace.

di Alessandro Bovo

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