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Apri Instagram e vai o figlio mio! La tragicommedia social dei Corona’s

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Fabrizio Corona è ritornato! Molti saranno impazienti di dire “peste e corna” su colui che, più re dei paparazzi (dato che non è mai stato un fotografo) è stato il re degli scandali di questo paese negli ultimi vent’anni.

A pochi mesi dalla sua ennesima scarcerazione, l’imprenditore controverso e provocatorio del gossip, ha cercato subito di riprendere quella fetta di popolarità che la galera sembrava avergli tolto; lo ha fatto però, sorprendendo tutti, con un video pubblicato su Instagram, molto ironico dove cade dalla bicicletta, mentre gira per il corso di Milano.

Autoironia o ennesima provocazione, la qualità di Corona è stata sempre quella di cogliere alla sprovvista e, anche questa volta è riuscito, sfruttando la rapidità della condivisione e del contenuto virale. Ma Fabrizio Corona non è un semplice uomo di spettacolo, ma uno che è riuscito a trasformare ogni fatto della propria vita, per ricavarne pubblicità e anche questo è probabilmente servito per il debutto del suo possibile erede; il figlio Carlos Maria.

Fin quando era ancora un bambino, la sua intimità non era stata ancora contaminata, ma ora che il bambino sta diventando uomo, il debutto nella società dei like, sarebbe stato d’obbligo*.

Di conseguenza anche un fatto generalmente banale e non certo eclatante come l’apertura di un profilo Instagram, diventa per i Corona’s, un pretesto per arricchire la già copiosa “letteratura” di mediocrità nazional-popolare che gossip, tv e social media, mandano sempre avanti al battaglione della Banana Republic, tanto cara agli influencer.

E dunque ecco il video, pubblicato in rete, dove il sedicenne Carlos Maria, con nome e sguardo che rimandano a Scarface, a dorso nudo mentre sfodera il primo di una (si spera) lunga serie di tatuaggi, decanta assieme al padre le caratteristiche che dovrà avere il nuovo profilo.

Non un’ occasione per condividere esperienze con amici, né un diario dei propri ricordi sul web, ma solo una dichiarazione anche un pò inquietante, nata dalla necessità di comunicare le proprie idee, attraverso un modello culturale che impone una continua onnipresenza dei proprio egotismo, e di cui i giovani degli anni 2000, sono completamente schiavi.

A rendere ancora più grottesca la situazione è l’intervento di Nina Moric, la madre che commenta la sua contrarietà alla scelta del figlio, proprio su Instagram.

I commenti li lasciamo a chi ha ancora la forza e l’ironia di trovare una ragione a qualcosa che, un tempo sarebbe sembrata surreale e invece oggi, trova la forza del consenso o della morbosa curiosità, che mette anche chi ne parla, al centro di un dibattito sempre più largo e quindi capace di “fare visualizzazioni”; perché se non fai visual, non esisti!

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