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Attentati terroristici nella linea dell’alta velocità

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attentati trenitalia

Era già da un mese che i servizi segreti e i reparti dell’anti terrorismo controllavano le reti ferroviarie dell’alta velocità, in quanto si sospettava un attacco di gruppi rivoluzionari di diversa origine.

Da novembre, difatti, le forze dell’ordine si sono attivati per controllare meglio le reti ferroviarie e grazie al loro impegno gli attentati degli ultimi giorni hanno creato solamente dei grandi disagi, ma nessuna strage.

Le linee interessate sono state la Firenze-Bologna-Milano-Torino, che nell’arco di un mese hanno visto cinque incidenti che hanno interessato i cavi dell’alimentazione, lasciando di fatto senza energia i treni, che non hanno potuto far altro che rimanere bloccati lungo il tragitto.

Gli “incidenti”:

  • 2 dicembre: è il primo attentato del mese. A Firenze viene trovata una bottiglia incendiaria, ma non è esplosa per un caso fortuito.
  • 18 dicembre: è la volta della tratta Milano-Torino. Una bottiglia incendiaria esplode, provocando i primi disagi.
  • 21 dicembre: due bombe incendiarie esplodono proprio subito dopo la lunga galleria a sud di Firenze. L’esplosione provoca la distruzione dei cavi dell’alimentazione.
  • oggi: due stracci imbevuti di benzina prendono fuoco e bloccano completamente la circolazione dei treni.

By Twice25 & Rinina25 (Own work) [GFDL, CC-BY-SA-3.0 or CC BY 2.5], via Wikimedia Commons
By Twice25 & Rinina25 (Own work) [GFDL, CC-BY-SA-3.0 or CC BY 2.5], via Wikimedia Commons
Cinque incidenti che hanno provocato ritardi e cancellazioni dei treni, non solo quelli dell’alta velocità. Era questo l’obiettivo degli attentatori, che sono stati definiti per il momento dei sabotatori. Difatti, si parla ancora di sabotaggi, e non di attentati terroristici, ma il fatto che il controllo delle tratte abbia di fatto limitato i danni, non è motivo per pensare che i responsabili di questi gesti non volessero creare il maggior numero di danni possibili.

Secondo gli inquirenti, i responsabili di questi “sabotaggi”sono dei gruppi di anarchici già conosciuti. Sono arrivati a questa conclusione analizzando la matrice degli attacchi, che appaiono tutti simili. Gli inquirenti che portano avanti le indagini sugli incidenti, affermano che in Italia sono nati molti gruppi del genere, che però non hanno nulla in comune se non l’odio per le tratte dell’alta velocità. Proprio per questo, ogni gruppo è autonomo, e decide come agire in completamente indipendenza, senza dover rendere conto a nessuno. Per questo, quando si decide di avviare una serie di attacchi, ogni gruppo si prende il tempo che gli occorre per poi agire.

Gli attacchi sono avvenuti quasi a un anno esatto dall’arresto di tre militanti No Tav, che in questi giorni sono stati condannati a tre anni di reclusione. L’idea degli inquirenti, dunque, è che i gruppi siano legati anche a quelli No Tav, già noti alle Forze dell’Ordine.

Proprio oggi, il premier Matteo Renzi ha definito questi attacchi dei sabotaggi, cercando di non alimentare la paura di terrorismo che forse non esiste. Anche Ferrovie dello Stato è corsa ai ripari, affermando che non c’è pericolo per i pendolari.

di Alessandro Bovo

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