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Attentato a Gerusalemme: quattro morti, Hamas festeggia

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By Shmuel Spiegelman [CC-BY-SA-1.0], via Wikimedia Commons
La giornata di oggi si conclude con quattro morti e otto feriti, in seguito all’attacco di due uomini alla Sinagoga situata nella zona Ovest di Gerusalemme. I due uomini, appartenenti al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, erano di origine palestinese, e sono stati uccisi dalla Polizia in uno scontro a fuoco, arrivata in seguito all’allarme dato dai presenti che sono riusciti a scappare.

I testimoni hanno raccontato che i due uomini sono entrati nella Sinagoga armati di accette, armi da fuoco e coltelli, e hanno subito iniziato a colpire i fedeli, riuniti in preghiera. Poco dopo la diffusione della notizia, il gruppo di appartenenza dei due assassini ha dichiarato di essere l’artefice del massacro, rivendicando così l’attacco. Il Presidente di Israele Benyamin Netanyahu ha affermato che questo attacco avrà delle gravi conseguenze.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina segue come filosofia quella marxista, ed è ben visto e appoggiato da Hamas, che a Gaza ha distribuito dolciumi per festeggiare la strage, riversando nelle strade centinaia di persone. Poco dopo, Hamas ha rivendicato la strage, affermando che è una vendetta contro Israele per l’uccisione di un uomo, Yusuf Hasan Al Ramuni, autista palestinese di un autobus di origine israeliana, trovato impiccato qualche giorno fa. Nonostante la Polizia abbia confermato che si sia trattato di un suicidio, per i palestinesi si tratta di un affronto.

Dopo la strage, il Presidente Netanyahu ha ordinato di demolire le case dei due attentatori, primo passo che potrebbe segnare l’inizio di un nuovo scontro. Intanto, l’identificazione dei corpi ha permesso di scoprire che tre dei quattro morti avevano la cittadinanza americana, mentre l’ultimo era di origine inglese.

E mentre si contano i danni a Gerusalemme, considerata la città della Terza Intifada, attivisti di Hamas fanno festa a Gaza, le cui immagini sono state anche diffuse tramite il social network Twitter.

Ed ora, si attende con ansia la risposta di Netanyahu, una miccia che potrebbe far riprendere gli scontri che si erano miracolosamente placati qualche mese fa, permettendo ai due Stati di rialzarsi, dopo le perdite e le distruzioni che li avevano messi in ginocchio.

di Alessandro Bovo

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