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Beni Culturali – bollino rosso da Federculture

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Ancora una volta è “bollino rossoper l’Italia nell’ambito dei Beni e Attività Culturali. Questa mattina è stato infatti presentato il IX Rapporto Annuale di Federculture (Federazione delle Aziende e degli Enti di gestione di cultura, turismo, sport e tempo libero) dal titolo: ”Una strategia per la Cultura. Una strategia per il Paese”. L’associazione, nata nel giugno del 1997 e unica nel panorama nazionale, ad oggi rappresenta molte aziende culturali italiane, note anche a livello europeo, insieme a comuni, province, regioni, nonché a tutti i soggetti pubblici e privati che si occupano di gestire i servizi legati alla cultura, al turismo, e al tempo libero.

Il disastroso bilancio del 2013 è stato mostrato nella Sala della Regina di Montecitorio, presso la Camera dei Deputati e in diretta web. In dettaglio, anche se con un lieve aumento rispetto all’anno precedente (2012), ben il 39% degli italiani non ha partecipato o si è interessato ad alcun evento o attività culturale durante tutto il 2013. Lo stato di allarme suscitato è giustificato purtroppo se si aggiunge anche il numero di cittadini che non leggono neanche un libro all’anno, arrivato alla soglia critica del 57% degli italiani. Numeri questi che ci fanno scendere ulteriormente nelle classifiche europee per quanto riguarda la partecipazione culturale.

Federculture ha aggiunto che oltre al calo della domanda, vi è una sostanziale diminuzione dell’offerta; colpa anche dei tagli (quasi un miliardo di euro durante gli ultimi dieci anni!) drasticamente compiuti in tutto il settore pubblico dei Beni Culturali.

Il budget attuale, conferma l’associazione, corrisponde al solo 0.20% di tutto il bilancio dello Stato. Lo stesso avviene, anche se in misura ridotta, nel settore privato relativo agli investimenti. Dal 2008, infatti, vi è stata una forte riduzione degli sponsor privati (scesi al 38%) e delle donazioni di fondazioni bancarie (scese al 40.5%).

Dall’analisi risulta un ulteriore punto critico: lo stato della formazione, su cui soprattutto il Ministero delle Attività e dei Beni Culturali e del Turismo (MIBACT) dovrebbe puntare tantissimo (visto che viviamo nel Paese dell’Arte!) ai fini della valorizzazione e della ripresa in questo settore. Inoltre l’Italia si trova al 26esimo posto tra i Paesi dell’Unione Europea (si ricorda che sono 28 in tutto) in riferimento all’indice di spesa pubblica nell’istruzione, oltre al non adeguato accesso e uso di risorse digitali; solo il 3% dei musei italiani dispone di applicazioni per smartphone e tablet.

Il “duro” Rapporto è stato presentato dallo stesso Presidente di Federculture Roberto Grossi. Hanno preso la parola anche il sindaco di Torino e Presidente Anci Piero Fassino, il professore e giurista Stefano Rodota‘ (“il deficit di cultura si traduce in deficit di democrazia“), il Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione Enel Gianluca Comin, il Segretario Generale Accademia di Francia.Claudia Ferrazzi. Ha aperto l’iniziativa il Presidente della Camera Laura Boldrini, la quale ha dichiarato: “I tagli alla cultura sono stati il frutto di scelte politiche, non di mere manovre contabili. Che si debba ridurre il debito, può essere una necessità oggettiva. Dove fare i tagli, no: è una decisione politica. Ed è stata una decisione miope. In tempi di crisi spendere per cultura, per la scuola e per l’Università non è uno spreco, non è un costo: è un investimento, uno stimolo alla ripresa. E’ una condizione per ripartire e per gettare un ponte oltre la stagnazione attuale. Ma tutto questo è stato clamorosamente sottovalutato. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.