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Cannes: Troppa grazia è il primo vincitore italiano

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Domani 19 maggio si concluderà il Festival Internazionale del cinema di Cannes, arrivato alla sua edizione numero settantuno.

Dopo i successi e i dieci minuti di applausi al film di Garrone, Dogman, è arrivato per l’Italia il primo vero premio: la sezione Quinzaine des Realisateurs ha vinto l’incoronazione della pellicola di Gianni Zanasi Troppa grazia.

Il film scritto da Zanasi con Giacomo Ciarrapico, Michele Pellegrini e Federica Pontremoli, vede come protagonista proprio Alba Rohwacher, sorella di Alice Rohwacher, regista di Lazzaro felice (di cui Alba è tra i protagonisti).

Nella storia portata sullo schermo, ambientata in una piccola città veneta, vediamo Alba Rohrwacher nei panni di una geometra disoccupata, madre single con figlia adolescente. La sua vita viene improvvisamente sconvolta quando, un giorno, le appare la Madonna (interpretata da Hadas Yaron) e le dice di bloccare i lavori per la costruzione di un grande centro commerciale per lasciar spazio all’edificazione di una chiesa. Inizialmente non le crede scambiandola per una profuga, quando capisce che non è così, lei che è non credente, pensa di essere pazza. Ma anche quando si rende conto che quella è veramente la Santa Vergine Maria, comunque non vuole fare ciò che le viene chiesto, e finisce che per farsi ascoltare Maria debba alzare le mani, per spingere Lucia verso gesti che agli altri sembrano strani.

La divertente ma surreale commedia di Zanasi

con cristallina coerenza rispetto a quanto raccontato in precedenza dal suo cinema, usa la forza evocativa dell’apparizione per parlare del bisogno sempre più impellente che esiste, e che abbiamo tutti, di trovare nella nostra vita di tutti i giorni – nella nostra società – qualcosa di straordinario che nasca comunque da noi, e che ci possa dare il coraggio e la determinazione per compiere gesti nuovi, ribellarci a logiche logore e controproducenti, ritrovare nelle cose e nel mondo quella magia e quella bellezza che abbiamo dimenticato, rimosso o seppellito. Di liberarci da ciò che ci opprime.

Si aspetta la giornata di domani, giorno di chiusura del festival, in cui ci sarà la cerimonia di premiazione della Palma d’Oro, in cui i nostri Dogman e Lazzaro felice sono tra i favoriti.

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