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Le canzoni dei mondiali: tra storia, trash e intrattenimento

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Con l’inizio dell’avventura dei Mondiali di calcio, arrivano inevitabilmente le canzoni simbolo della manifestazione: quei ritornelli a volte accattivanti, a volte irritanti, che si sostituiscono al tradizionale tormentone estivo, per diventare loro malgrado, la colonna sonora di un’intera stagione.

Fortunatamente è stata tolta, dalla loro presentazione, la denominazione di “inno“: forse per una questione pubblicitaria, forse per correttezza nei confronti della reale natura della stessa parola, ma sarebbe oltremodo imbarazzante paragonare, almeno sintatticamente, il “Va Pensiero” di Verdi, con il motivetto esuberante urlato selvaggiamente allo stadio.

Non si parla di elitario culturale, ma solo di buon senso nel dare alle cose il proprio giusto nome. Comunque in bene e in male, le canzoni dei mondiali di calcio, hanno in qualche modo accompagnato intere generazioni, a rendere più vivo un sogno, seppure temporaneo, che avesse il potere catartico di unire simbolicamente le persone, sotto un’unica bandiera.

Quest’anno la “palla” passerà a Will Smith, che assieme a Nicky Jam e Era Istrefi, guideranno le danze russe con il brano, dal titolo; “Live It Up”.

Si tratta di un brano orecchiabile e altamente vivace, che farà come sempre storcere il naso ai puristi del genere, ma rispecchia il frutto di una produzione solida e molto professionale, all’interno della black music.

Sfortunatamente la storia delle canzoni dei mondali, non ha sempre un bagaglio adeguatamente rispettabile, per quanto riguarda la qualità musicale e strutturale del brano; il fatto è che anche il settore della Pop music, da anni risente della decadenza di idee e qualità, al limite del trash, messa al servizio della pura legge del marketing, dove ciò che conta per fare grandi numeri, è data esclusivamente dall’immagine.

I messaggi sono sempre gli stessi: ritmo ballabile e seducente, legato alla capacità di trasmettere messaggi di unità e cooperazione tra i popoli. Tutti messaggi positivi, ma che il calcio da anni non è più in grado di veicolare, per le ragioni che tutti quanti noi vediamo quasi ogni domenica; ma è così che i Mondiali hanno consegnato alla storia della musica da ombrellone, alcuni brani che sono entrati, bene o male, nel cuore e nell’immaginario della gente.

Vediamo cronologicamente quali sono state le canzoni più significative:

1. El Rock del Mundial – Cile 1962

Questo brano della storica band cilena Los Ramblers, è probabilmente il primo ad assumere lo status ufficiale di inno mondiale è stato questo brano della band cilena Los Ramblers, ad entrare nello scenario iconico del calcio sudamericano.

2. Hot Hot Hot – Messico 1986

Un calypso-dance dell’artista Arrow, forse troppo sottovalutato, ma di grande effetto nel rappresentare la calda estate messicana.

3. Un’estate italiana  -Italia 1990

Forse una delle colonne sonore che è entrata nel cuore delle persone, diventando un brano simbolico degli anni ’90 è proprio  il brano firmato da Gianna Nannini e Edoardo Bennato, prodotto da Giorgio Morder. Un inno alla vita e anche all’Italia, capace di far sognare generazioni, che ad oggi ancora la identificano con un evento straordinario.

5. La copa de la vida – Francia 1998

Con la salsa latinoamericana  in chiave dance di Ricky Martin già si incomincia a virare verso quel mondialismo esasperato fatto di pura e sterile immagine, che trascenderà inevitabilmente nel trash degli eventi futuri.

6. The Time of Our Lives – Germania 2006

Un brano che non è rimasto minimamente nella memoria collettiva, quello del mondiale che ha dato all’Italia, la quarta coppa del mondo, forse perché il connubio tra pop mitteleuropeo alla Divo e lo stile R’n’B di Toni Braxton, è risultato poco convincente. C’è da dire che l’alternativa nata sugli spalti del Po po po po po poo po, che riprende il ritornello di un celebre successo dei White Stripes, risultò essere notevolmente più imbarazzante; specie per il fatto che pochi riconobbero un evidente e demenziale plagio.

7. Waka Waka – Sudafrica 2010

Con l’arrivo di Shakira, una canzone legata ai Mondiali torna nuovamente a scalare le classifiche, diventando l’inno dei Mondiali più venduto nella storia.

In attesa dell’imminente avventura russa, vediamo cosa ci riserva la musica dell’estate.

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