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Come inside my mind: la vita e la fragilità di Robin Williams in un Biopic

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11 agosto 2014: per molti un giorno come un altro; eppure in quel caldo giorno d’estate, il cinema avrebbe cambiato volto per sempre. Non sarebbe stata la prima né l’ultima volta, ma quel giorno tutti abbiamo perso un qualcosa di molto simile a un vecchio amico.

Si parla in questo caso di Robin Williams, scomparso proprio quel giorno in circostanze che tanti ancora stentano a credere possibili.

Una figura onnipresente, con il quale intere generazioni sono cresciute, hanno riso e hanno pianto, per quel volto pieno di espressioni tanto varie, quanto emozionanti; un sorriso pieno che racchiude degli occhi che sembrano brillare di lacrime al sole.

Sembra ancora impossibile abituarsi a una perdita tanto familiare. Lo vediamo uscire dal quell’uovo alieno che lo ha reso celebre nella serie “Mork & Mindy, passando per l’eccentrico Professor Keating che insegna ai suoi allievi a cogliere “L’attimo fuggente“. Lo ricordiamo nella veste della corpulenta e vivace Mrs Doubtfire, o nell’adorabile e poetico vagabondo de “La leggenda del Re Pescatore“; impariamo a commuoverci e ridere con il suo “Patch Adams“, mentre respiriamo assieme a lui la forza dei “Risvegli” in compagnia di un sempre immenso Robert De Niro. E come se non bastasse tutto ciò riusciamo anche a temere il suo ghigno beffardo in “One Hour Photo” e “Insomnia“.

Robin Williams è un personaggio che rimane impresso, per quella sua capacità naturale di esplorare stili e storie tanto diverse quanto uniche, dove ogni personaggio aveva il compito di lasciare un segno profondo sulla sua identità più intima.

A distanza di 4 anni il suo volto torna a sorridere, nel documentario, firmato da Marina Zenovich, dal titolo; ” Come Inside My Mind“.
Un lavoro certosino ed esplorativo che ripercorre, tra testimonianze e interviste ad amici e colleghi, chi era l’uomo fuori dal set; una fragilità tenuta segreta per tutta la sua carriera, con la quale l’attore ha affrontato, paure e successi, luci e ombre di un mondo ricco di gloria e contraddizioni.

Da Billy Crystal a Whoopi Goldberg, da David Letterman e Steve Martin, tutti coloro che lo hanno conosciuto raccontano il Robin più intimo, la sua creatività, ma anche le sue debolezze; la dipendenza da alcol e droga, la depressione e tutto ciò che Williams riusciva a tenere a bada solo quando era sul set.

Nel film vi sono anche momenti in cui è lo stesso attore a raccontare le contraddizioni della sua vita e della sua carriera: “La stand up per me è sopravvivenza, diceva Williams, è il jazz, questo è quello che devo fare”.

Il documentario mette a nudo le particolarità più segrete dell’attore statunitense, penetrando all’interno di una personalità molto complessa e capace di alternare una comicità debordante e fulminante ad un’intensità drammatica senza precedenti.

Chissà che sia un modo per fargli sapere, che esiste un pubblico che lo sente ancora vivo in mezzo a noi.

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