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Copyright digitale europeo, rimandato a settembre

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Allarme rientrato! Rimandato a settembre!

Non stiamo parlando ovviamente di ragazzini alle prese con il recupero delle materie, ma della normativa Ue sul copyright del mercato unico digitale, la cui discussione sarà rimandata a settembre.

Dopo giorni di intensa battaglia da parte dei piccoli e grandi contenitori del web, capitanati da Wikipedia Italia, che ha deciso di auto-oscurarsi per protesta verso una serie di norme che avrebbero limitato la libertà d’informazione e creazione delle notizie.

La normativa che ha avuto il via libera alla discussione, lo scorso 18 giugno dal Comitato affari legali del Parlamento europeo si rivolge principalmente all’istituzione di una Link-tax: ossia una tassa sugli stessi collegamenti che gli editori possono chiedere ed esigere come compenso da qualsiasi aggregatore di notizie o social network.

Wikipedia in particolare sarebbe rimasta, secondo la comunità italiana, particolarmente colpita anche nel suo aspetto creativo: un articolo in particolare avrebbe imposto all’enciclopedia virtuale, il collegamento ad articoli già protetti copyright, limitando di fatto il carattere di libera iniziativa, per un portale, le cui notizie vengono scritte di sana pianta dagli stessi autori.

Proprio in risposta a questo diktat, Wikipedia ha deciso di auto-censurarsi per due giorni e due notti, scatenando il caos e le paure tra i milioni di utenti che hanno visto un grosso “buco nero” (fra i tanti), nella somministrazione d’informazioni.

Iniziative simili sono state prese anche in Spagna e in Lettonia, dove gli amministratori hanno scelto il silenzio, salvo poi rendere nuovamente disponibile, ma solo dopo la decisione del Parlamento europeo.

Come già anticipato, la mobilitazione che ha coinvolto numerose personalità nel mondo della politica, della cultura e dello spettacolo, ha avuto una valenza più solidale che politica, poiché la stessa Wikipedia non sarebbe stata colpita così a fondo dalle nuove norme, secondo il relatori della Commissione europea. Resta il fatto che alla fine (fortunatamente) ognuno è rientrato nelle sue posizioni e la normativa verrà ridiscussa a settembre, sperando che venga modificata dalle palesi lacune e anomalie, che di fatto si sono concentrate sulla libertà d’informazione, ma non su quella più importante per il diritto d’autore: la tutela della proprietà intellettuale.

 

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