Deepfake e il futuro dell'informazione manipolata

Era la sera della vigilia di Halloween del 1938, quando dagli studi radiofonici della Cbs, un giovane Orson Welles, autore e conduttore del radiodramma “La guerra dei mondi“, lanciava un allarme in diretta circa l’imminente sbarco degli alieni sulla terra. La notizia suscito un clima di panico e follia in tutta la città, conclusasi poi con la conferma di un mega colossale scherzo via etere. Le ripercussioni e le denunce non tardarono a farsi sentire, ma il valore simbolico di quel gesto così ardito era finalizzato a rappresentare il grado di fiducia e influenza passiva del pubblico di fronte alla parola di quello che allora fu definito “Quarto potere”.

Nel corso della storia della comunicazione, tanti sono stati gli esempi lampanti che hanno sottolineato questo grado di potenza, tanto che il nuovo villaggio globale si è arricchito di nuovi e potenti strumenti di condizionamento mediatico e massificato. Il risultato è racchiuso in due parole: fake news.

Tutto “normale” fino a qualche giorno fa, quando ha cominciato a circolare sulla rete, un video nel quale l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, tiene un discorso, per annunciare il prossimo ingresso in un’era nella quale, chiunque  persino il nemico, è in grado di far passare come verità assoluta, tutto ciò che dice in quel momento. Il discorso termine con palese attacco all’attuale presidente Donald Trump, definendolo praticamente un “pallone gonfiato”.

Un messaggio insolito per Obama, che riguarda non solo la caduta dello stile che lo ha sempre contraddistinto, ma anche fuorviante perché avrebbe suscitato ancora una volta una situazione di panico nella popolazione.

Il video è ovviamente un falso, realizzato in maniera non del tutto professionale, ma i molti utenti del web avrebbero sicuramente fatto fatica a capire da subito che si trattava di una finzione.

Si tratta di un cosiddetto deepfake: un video realizzato grazie all’utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale che permettono di applicare automaticamente il viso di una persona, sopra il volto di un’altra.

Il soggetto originale è il creatore del video stesso; il regista, attore e comico premio Oscar Jordan Peele. Come fu per Welles, anche in questo caso il video è un esperimento sociologico, volto a mettere in guardia gli utenti contro la nuova deriva della falsificazione digitale, in conseguenza della quale ogni fonte proveniente dal Web, non può mai essere del tutto attendibile.

L’unico deterrente al mancato “delitto perfetto”, è dato dai movimenti un po troppo incerti del falso, ma si tratta di particolarità che possono emergere attraverso un’analisi più approfondita; cosa che la la maggior parte degli spettatori distratti, non fa mai specie sul piccolo schermo di uno smartphone.

I deepfake sono dunque la nuova frontiera delle fake news; riconoscerne le imperfezioni rivelatrici sui movimenti e sui gesti, è la prima forma di controllo per evitare di esserne ingannati. Esistono già degli strumenti informatici che permettono di rilevare i rilevi matematici della manipolazione. Si tratta di una specie di antivirus contro le video fake news ed è stato realizzato recentemente presso l’Università Tecnica di Monaco. Lo strumento si chiama XceptionNet ed è in grado di riconoscere i video fasulli, usando le stesse tecniche di intelligenza artificiale con i quali essi vengono creati.

I ricercatori hanno mostrato al sistema più di un migliaio di video e mezzo milione di immagini, indicandogli quelli manipolazioni e quelli reali; il risultato è la nascita di un sistema operativo in grado d’identificare i falsi meglio di un essere umano.

Per vedere il video:

https://www.buzzfeed.com/davidmack/obama-fake-news-jordan-peele-psa-video-buzzfeed?utm_term=.dymlpZvWl#.fi62gWx82

 

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