Home Serie Tv

Doctor Who 50th anniversary: il 23 Novembre in diretta mondiale

963

Cinquant’anni e non sentirli. Si parla di serie televisive, quindi pensare male è facile. Permettetemi di rincuorarvi: la serie che fra qualche giorno raggiungerà la veneranda età di cinquant’anni non è una telenovela, lungi da me stare a scrivere di melensi melodrammi sentimentali o altro. Cinquant’anni e non sentirli, dicevo. Era il 1963, per la precisione il 23 di Novembre. Quel giorno, la BBC trasmise An Unearthly Child (“La ragazza extraterrestre”), primo episodio della più longeva serie che esista e, probabilmente, che esisterà mai: Doctor Who. La longevità è la prima cosa a balzare all’occhio (va detto che, pur essendo cinquanta gli anni di anzianità, la programmazione fu interrotta nel 1989 per riprendere nel 2005), ma Doctor Who non è solo questo.

La serie narra le vicende di un Signore del Tempo, un alieno (come lo chiameremmo noi) del pianeta Gallifrey il cui nome non c’è dato conoscere: lui è Il Dottore, solo e semplicemente questo. Il Dottore appartiene alla stirpe dei Signori del Tempo e viaggia, grazie ad una navicella spaziale senziente chiamata TARDIS, nello spazio e nel tempo. Nel corso dei trentatré anni di programmazione (dal 1963 al 1989 e poi dal 2005 ad oggi) ci vengono narrati i viaggi del Dottore, viaggi che lo porteranno indistintamente avanti e indietro nel tempo, fra galassie sconosciute e luoghi familiari, impegnato a salvare l’Universo da minacce di ogni natura.
Detto così, potrebbe sembrare un plot banale e oggi lo è, probabilmente. Ma Doctor Who nasce nel 1963, in un tempo e in un contesto fortemente diverso dal nostro. Dietro l’apparenza, inoltre, si nascondono storie profonde, intriganti e che lasciano spazio a riflessioni non di poco conto.
La serie made in BBC è di tipo fantascientifico, ovviamente, e si caratterizza per alcune trovate intriganti che danno al Dottore un fascino tutto suo: in primis, il TARDIS. La navicella senziente di cui il Dottore si serve si presenta come una vecchia cabina della polizia londinese: un tempo in grado di cambiare forma per adattarsi al luogo visitato, qualcosa è andato storto e quella che doveva essere una delle varie forme della navicella, è diventata la forma per antonomasia.

Una cabina della polizia “più grande all’interno”, due cuori, un fascino british e un cacciavite sonico… questo è il Dottore, il Signore del Tempo, affiancato nei suoi viaggi da compagni di avventure di ogni tipo, tutti con una loro caratterizzazione e una propria storia da raccontare. Gli elementi di base per un’opera sci-fi ci sono tutti, ma sono sufficienti per resistere mezzo secolo? Di fatti, uno dei principali problemi in cui si incorre col passare degli anni è il trascorrere del tempo: gli attori invecchiano, sorgono impegni e problemi di ogni tipo. Qual è il segreto di Doctor Who? Semplicemente il Dottore stesso.
Con il più semplice degli espedienti narrativi, la serie BBC ha trovato l’elisir di eterna giovinezza: come tutti i Signori del Tempo il Dottore non muore, ma gode di un potere rigenerante: rinasce nel corpo e nella mente, ribadendo la propria natura di Signore del Tempo.

Negli anni, il Dottore ha conosciuto dodici rigenerazioni, ognuna di esse interpretata da uno specifico attore. Il primo Dottore, in “carica” dal 1963 a 1966, fu William Hartnell. A seguire abbiamo: Patrick Troughton (66′-69′), Jon Pertwee (70′-74′), Tom Baker (74′-81′), Peter Davison (81′-84′), Colin Baker (84′-86′) e Sylvester McCoy (86′-89′). Nel 1989 la serie si arenò: mancanza di idee, crollo di ascolti e sfiducia portarono la BBC a rinunciare al proprio prodotto più celebre. Ma fu soltanto una fase. Doctor Who era un’icona, un simbolo. Non potevano abbandonarlo come se nulla fosse.
Nel 1996 Sylvester McCoy (il Bilbo Baggins della trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli) tornò a vestire i panni del Dottore nel film omonimo, opera nella quale lasciò il posto a Paul McGann.
Dopo la parentesi cinematografica del 1996, nel 2005 ecco che il Dottore torna nuovamente al centro di una serie tutta sua. Si riparte con Christopher Eccleston che interpreta la nona incarnazione del Signore del Tempo (McGann, che vestì i panni del Dottore solo nella pellicola, era l’ottava). Dall’ultima volta che lo abbiamo incontrato, il Dottore non ha solo cambiato volto: c’è stata la guerra del tempo e porta con sé i sensi di colpa per quanto successo – accadimenti che, a oggi, sono ancora inediti.
La rinascita del Dottore viene affidata allo showrunner Russel T. Davies e l’intera serie, dopo un restyling quantomeno necessario, diviene al centro di una massiccia operazione di marketing che porta il Dottore a raggiungere negli anni successivi fasti sino al 1996 insperati.
Le incarnazioni successive del Dottore sono affidate a David Tennant (05′-10′), che abbiamo già incontrato in Broadchurch e che è da molti considerato come la miglior espressione del Signore del Tempo mai presentata, e a Matt Smith (10′-13′), che terrà il testimone sino al prossimo Dicembre. Il dodicesimo Dottore è stato già scelto e sarà Peter Capaldi.

Tra nuovo e vecchio corso:
La serie che parte dal 2005 presenta una prima stagione nella quale vengono reintrodotti ex novo tutti gli elementi caratterizzanti la serie classica, in primis i nemici storici del Dottore: i Dalek, esseri organici rivestiti di metallo che hanno come scopo ultimo la distruzione delle razze ritenute inferiori, i Cyber-uomini, stadio evolutivo successivo della razza umana, il Maestro, anch’egli nativo di Gallifrey e nemesi del Dottore…
Sul piano grafico, i personaggi sono fortemente legati alla loro immagine storica, prova del fatto che la BBC ha semplicemente voluto svecchiare l’opera senza tagliare i ponti col passato della serie.
La nuova serie intervalla trame semplici ad altre più complesse, finendo col trattare temi maturi (l’omosessualità, il razzismo, la solitudine) e spingere lo spettatore a riflettere. Durante le otto stagioni prodotte dal 2005 in poi non mancheranno storie dall’alta carica drammatica (questo taglio è assai evidente durante la “reggenza” di David Tennant) e intrighi da mal di testa (dal 2010 lo show-runner principale è Steven Moffat, un nome una garanzia).

I media correlati:
Film ma non solo. Parallelamente a Doctor Who si muovono due differenti spin-off: il primo è Torchwood (anagramma di Doctor Who), nel quale si possono seguire le vicende del comandante Jack Harness e della sua squadra investigativa che opera per la salvezza della terra. Jack Harkness è interpretato da John Barrowman, ed è uno dei personaggi che appare di frequente nella prima e nella seconda stagione del nuovo corso. Il secondo spin-off è The Sarah Jane Adventures, rivolta ad un target di ragazzi, nella quale si seguono le vicende di Sarah Jane Smith, storica compagna del Dottore nell’epoca classica. Sarah Jane è stata interpretata (nella serie classica di Doctor Who, nella più recente e in TSJA) da Elisabeth Sladen, scomparsa prematuramente nel 2011 in seguito ad una brutta malattia.
Fra le tre serie – Doctor Who, Torchood e The Sarah Jane Adventures – vi sono stati vari crossover e i personaggi dell’una sono spesso comparsi nelle altre. Anche stavolta, però, Doctor Who non si esaurisce: nell’universo dei Whovian incontriamo libri, fumetti, videogiochi e una rivista ufficiale.
Inoltre, la famosissima sigla delle serie ha ispirato “One of These Days” dei Pink Floyd ed è stata omaggiata da una coreografia ad hoc durante la cerimonia di inaugurazione delle ultime olimpiadi di Londra.

L’anniversario:
Cinquant’anni e non sentirli. Eravamo partiti da questo. Fidatevi se vi dico che i cinquant’anni non si sentono affatto. Se l’inizio è un po’ stentato, dalla seconda stagione (quando arriva Tennant) la serie conosce un crescendo continuo e Smith (l’undicesimo Dottore) non è da meno. Il 23 Novembre 2013 andrà in onda nel Regno Unito lo speciale per il 50esimo anniversario della serie e Smith e Tennant saranno l’uno di fianco all’altro nell’affrontare le conseguenze del più grande segreto che il Dottore abbia mai celato.
Chi ha seguito la settima stagione (in Italia trasmessa da Rai 4) sa come essa si sia conclusa. L’inizio dello speciale (intitolato The Day of the Doctor) partirà da quel finale e dalla “rigenerazione dimenticata”, interpretata da John Hurt.
Sebbene da noi sia ancora (troppo) poco conosciuto, un po’ come tutte le serie britanniche, l’evento è di quelli planetari e la nostra Rai non sarà da meno. L’episodio speciale verrà trasmesso in diretta in oltre venti paesi e in Italia sarà la stessa Rai 4 a seguire l’evento.
Da qualche tempo circolano in rete un teaser – a seguire – e l’hash-tag ufficiale: #savetheday.
BBC, Rai 4, … l’appuntamento è per il 23 Novembre. #savetheday.

3 Commenti

  1. Grazie per la segnalazione e scusa per la svista. Contando ho finito col dare i numeri…
    L’ottava stagione andrà in onda nel 2014. Peter Capaldi esordirà nello special natalizio del Dicembre 2013.

  2. Peter Capaldi sarà il dodicesimo dottore e l’ottava stagione ancora non è stata registrata, l’ultima mandata in onda è la settima.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here