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Dragon Ball Super, recensione: alla scoperta di nuovi universi

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Prima di parlare di Dragon Ball Super in maniera dettagliata, è bene fare un po’ di storia. Un possibile sequel di Dragon Ball dopo la serie GT era una chimera tanto desiderata dai fan del manga di Akira Toriyama, quanto (apparentemente) irrealizzabile. Lo stesso mangaka aveva dichiarato che con la serie Z si era detto tutto e, GT a parte, la storia di Goku terminava ufficialmente con la partenza di lui ed UB verso nuove avventure. Intanto, gli anni passavano. Poco dopo la proposizione della serie non canonica Dragon Ball GT, fu l’ora dello special televisivo ‘Dragon Ball GT: l’ultima battaglia’, ambientato 100 anni dopo il combattimento tra Goku e Li Shenron e con protagonista il piccolo Goku jr.

In seguito l’annuncio di Dragon Ball AF, fantomatica serie ambientata secoli dopo lo z e il GT, in cui sarebbe stata presentata una nuova forma: il Super Saiyan God. Dopo indiscrezioni, possibili trame (molto diverse tra loro) e una miriade di annunci sul web, alla fine tutto terminò con l’amara verità: La serie AF era una fake news, non c’era alcun proseguimento in vista per Dragon Ball GT o per la canonicissima serie Z. Tutto finito dunque? Beh: per almeno un decennio e più sicuramente! Nel 2015 (a quasi 20 anni di distanza dal termine di Dragon Ball GT in madrepatria) arrivò dal Sol Levante la notizia di un nuovo anime con protagonista Son Goku e gli altri guerrieri Z: Dragon Ball Super!

Dragon Ball Super: l’avvento degli dei nella storia

Dragon Ball Super ignora volutamente la serie GT e prosegue la storia dell’anime alcuni mesi dopo la morte di Majinbu. Sulla Terra la pace è finalmente tornata: Goku lavora come agricoltore per mantenere la famiglia, mentre Gohan e Videl sono in procinto di sposarsi. Bulma invece, forte di una dote economica a dir poco invidiabile alle spalle, decide di festeggiare il suo compleanno in maniera sfarzosa, invitando tutti i suoi amici in una crociera intorno al mondo!

In tale contesto si apre la serie, che vede l’incontro dei guerrieri terrestri con le potenze provenienti dal mondo divino. In primis Lord Beerus, signore della distruzione del settimo universo (quello in cui è ambientata la storia di Dragon Ball) in cerca del leggendario Super Saiyan God. La divinità dalle sembianze feline è accompagnata dal fedele servitore Whis, che si scoprirà essere un angelo. Gli eventi porteranno Beerus a scontrarsi prima con Goku sul pianeta di Re Kaio ed in seguito sulla Terra, minacciando di distruggerla per non essere riuscito a mangiare… un budino!

Dragon Ball Super - recensione: un'avventura alla scoperta di nuovi universi
Dragon Ball Super – recensione: un’avventura alla scoperta di nuovi universi

Goku avrà modo di combattere di nuovo con Lord Beerus e questa volta nelle vesti del Super Saiyan God: la divinità del pianeta Vegeta di cui il signore della distruzione era alla ricerca da tempo. In palio il destino della Terra! Nonostante la grande potenza dimostrata, Goku verrà sconfitto da Beerus e molto probabilmente, mai prima d’ora il nostro eroe aveva ricevuto una sconfitta così netta!

Tuttavia, Beerus si addormenterà per ricaricare le batterie e nonostante la sua vittoria, non avrà modo di mettere fine alla vita del pianeta blu. In realtà, questa è solamente la punta dell’iceberg di Dragon Ball Super. Nell’anime sono presenti altre saghe, una più avvincente dell’altra. Dopo quella di Beerus è il turno della Resurrezione di freezer. Il tiranno galattico verrà infatti riportato in vita grazie alle sfere del drago terrestri da alcuni suoi seguaci. Seguirà una nuova battaglia tra Freezer e il suo nemico di sempre, Son Goku, durante la quale, il perfido changeling riuscirà addirittura a far esplodere il nostro pianeta!

Fortunatamente, grazie ai poteri angelici di Whis, il tempo verrà fatto scorrere all’indietro e il nostro eroe, potendo contare su una nuova trasformazione, quella di Super Saiyan Blu, riuscirà ad annientare il nemico una volta per tutte.

Da notare come le prime due saghe, quella di Beerus e del ritorno di Freezer, siano in realtà le trasposizioni di ben due lungometraggi legati a Dragon Ball: La battaglia degli dei e La resurrezione di F. 

Le saghe inedite del Super iniziano a partire dalla terza, con il debutto di Champa, signore della distruzione del sesto universo e fratello di Lord Beerus. Champa proporrà un torneo tra i combattenti provenienti dall’Universo 6 e 7, per scoprire quali delle due dimensioni abbia i guerrieri più forti. Goku (intanto divenuto assieme a Vegeta allievo di Beerus e di Whis) non ci sta più nulla pelle e chiede al signore della distruzione di partecipare.

Dragon Ball Super - recensione: un'avventura alla scoperta di nuovi universi
Dragon Ball Super – recensione: un’avventura alla scoperta di nuovi universi

Il torneo vede il debutto di personaggi mai visti finora, provenienti dall’universo dominato da Champa, tra cui Frost (una sorta di Freezer buono, almeno all’apparenza) Kaba (anche lui un saiyan) e il fortissimo assassino Hit. Lo scontro più emozionante sarà proprio quello tra Goku e lo stesso Hit, che per fisionomia ed abilità ricorda non poco Dio Brando del manga ‘Le bizzarre avventure di JoJo’. Come il perfido vampiro, anche Hit è in grado di controllare il tempo infatti. Alla fine Goku deciderà di ritirarsi perdendo l’incontro volontariamente, avendo capito di essere una pedina del gioco di Beerus e Champa. Il torneo vedrà come vincitore l’Universo 7, quando Hit, ricambiando il favore di Goku, si farà sconfiggere volontariamente dal debolissimo Monaka.

Alla fine interviene Zeno, il più potente di tutti gli dei. Costui, è il tipico personaggio comico e irriverente dei manga di Toriyama: nonostante la sua onniscienza ed onnipotenza, Zeno è infatti un esserino simile ad un bambino di 2-3 anni con lo stesso cervello infantile. La divinità stringerà subito amicizia con Goku, il quale gli prometterà un Torneo di portata più grande in futuro.

Dopo qualche episodio riempitivo, è il turno di un’altra saga memorabile: quella di Zamasu. Egli è un Kaioshin proveniente dal decimo universo, dall’animo malvagio. I suoi piani rasentano la follia: distruggere l’umanità in qanto corrotta e creare un nuovo mondo a sua immagine e somiglianza. Proprio per questo, la divinità rinnega la sua vera natura (quella legata al potere di generare) e diviene più simile (se non peggiore) ad un signore della distruzione.

Zamasu creerà non poco scompiglio nella linea temporale e multidimensionale: andando indietro nel tempo prenderà il corpo di Goku e metterà a ferro e fuoco il futuro di Trunks, alleandosi di seguito allo Zamasu di tale arco temporale alternativo!

Dragon Ball Super, recensione episodio 14: la fine dello scontro
Dragon Ball Super – recensione: un’avventura alla scoperta di nuovi universi

Trunks tornerà nel presente per chiedere aiuto a suo padre Vegeta ed a Goku. Si apre il sipario di quella che è, molto probabilmente, la più bella saga di Dragon Ball Super. Goku e Vegeta fronteggeranno assieme a Trunks i due Zamasu nel futuro e il ragazzo tenterà anche di mettere fuori gioco almeno uno dei due con l’onda sigillante. In seguito, i due doppelganger si fonderanno tramite i potara, divenendo un unico essere invincibile.

In seguito, Zamasu tenterà di fondersi in tutto e per tutto con l’intero universo e ci riuscirà. Sarà Zeno a distruggerlo definitivamente, facendo sparire tramite i suoi incredibili poteri l’intero piano temporale di Trunks. Costui, assieme a Mai (una dei tirapiedi di Pilaf divenuta nel futuro la sua ragazza) deciderà di andare ad abitare in una temporale simile a quella in cui vivevano loro.

Dragon Ball Super termina con la maxisaga del Torneo del Potere. Un incontro multidimensionale organizzato da Goku e Zeno, a cui prendono parte numerosi guerrieri provenienti da vari universi. Alla fine, il vincitore dell’incontro potrà esprimere un desiderio tramite le super sfere del drago (apparse già nella saga di Champa) e salvare la propria dimensione, Infatti, tutti gli universi sconfitti verranno cancellati senza pietà da Zeno-sama, in quanto indegni di esistere. Il torneo è strutturato come una battle royal su un’immensa pedana creata dal Gran Sacerdote, angelo alle dirette dipendenze di Zeno. Goku formerà la sua squadra di guerrieri, chiedendo aiuto anche a Freezer, resuscitato momentaneamente da Baba.

Alla fine dell’incontro, rimarranno Goku, Vegeta, Freezer e C-17 contro Jiren, potentissimo combattente dell’undicesimo universo, la cui forza supera anche quella di un signore della distruzione. Jiren metterà in seria difficoltà i nostri eroi ed anche la nuova trasformazione di Goku, la modalità ultra istinto, sembrerà apparentemente non bastare per sconfiggere l’avversario. Il settimo universo è costretto al nulla eterno? Il finale del Super è una sorpresa che non vogliamo rovinarvi!

Dragon Ball Super: considerazioni finali

Dragon Ball Super è una serie da prendere con le pinze. Le prime tre saghe ‘puzzano’ un po’ troppo di melenso o di già visto. Freezer, pur essendo un villain con i fiocchi, non guadagna ulteriore stima e valore agli occhi del telespettatore con la sua resurrezione. Inoltre, è inconcepibile come in soli sei mesi di allenamento, il tiranno galattico possa essere divenuto più forte di un Super Saiyan God, lui che nella serie Z era di gran lunga inferiore a nemici come Cell o Majinbu.

Il torneo tra il sesto ed il settimo universo poi è probabilmente uno degli eventi più noiosi della serie, anche a causa della poca fantasia da parte dei produttori posta nella creazione dei combattenti del sesto universo, che sono un riciclo di character provenienti da altre opere a cui ha lavorato Akira Toriyama (tipo Chrono Trigger) oppure ‘palette’ di personaggi già visti in Dragon Ball (Frost è praticamente Freezer in tutto e per tutto, solo di colore diverso).

Il bello della storia, molto probabilmente, inizia proprio da Zamasu in poi. E proprio qui voglio fare una riflessione. Zamasu, Kaioshin del decimo universo, è colui che dichiara essere unico vero Dio creatore, o perlomeno, si autoproclama tale. Se ragioniamo, tutte le altre divinità viste in Dragon Ball (Beerus e Zeno compresi) sono esseri ragionati secondo la filosofia del Buddhismo: creature superiori certo, ma pur sempre soggette alla ruota dell’esistenza e quindi mortali.

Zamasu è colui che rompe (o perlomeno cerca di farlo) tale struttura, avvicinandosi per caratteristiche alla divinità delle religioni monoteiste. Abbiamo parlato di Zeno come divinità onnisciente ed onnipotente, certo, ma anche il Supremo lo era nella prima serie di Dragon Ball e poi abbiamo visto come tale affermazione sia stata prontamente smentita.

Zamasu è un personaggio interessante, molto complesso, letterario potremmo definirlo, con degli ideali tutto sommato nobili: creare un mondo migliore, dove regni la pace e l’armonia. Peccato però che egli persegua un pensiero filosofico erroneamente attribuiti a Machiavelli: il fine giustifica i mezzi. Non a caso per raggiungere il suo obiettivo, la divinità ha intenzione di sterminare i terrestri.

Il Torneo del potere è poi una delle saghe più belle mai viste in tutta la storia di Dragon Ball. Toppo, Jiren, Vegeta, Goku, Freezer, C-17: guerrieri brillanti dalla forza distruttiva pazzesca che assicurano ai telespettatori degli incontri di altissimo livello, generando pura e semplice adrenalina. Ottima idea quella di proporre un torneo un po’ atipico di soli 40 minuti, in cui tutti affrontano tutti, senza sottostare a lunghi e noiosi match di una modalità fin troppo abusata in Dragon Ball.

Dragon Ball Super non è certo una serie perfetta e i suoi difetti li ha. Tuttavia, l’anime possiede elementi vincenti, come ad esempio un approfondimento delle gerarchie divine e della cosmologia del Dragon Universe, facendo divenire il pazzo e ‘squilibrato’ mondo di Akira Toriyama, qualcosa di più ordinato e razionale, come può essere il multiverso meditato da Hajime Kanzaka in The Slayers e Lost Universe.

Altra nota di merito è sicuramente il divertente rapporto che unisce Goku e Beerus: da nemici, i due saranno accomunati da un legame più confidenziale, molto simile a quello che unisce un allievo al proprio maestro. Lo stesso Beerus, pur rimanendo capriccioso ed egoista, inizierà a provare sentimenti più umani ed affezionandosi in qualche modo al pianeta Terra, partecipando attivamente, assieme a Whis, alla vita di tutti i giorni sul nostro pianeta; più che altro una scusa per andare a mangiare a sbafo a casa di Bulma!

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