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Immagine: Pixabay
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Il medico italiano di Emergency contagiato dal virus dell’ebola in Sierra Leone è atterrato questa mattina a Pratica di Mare, verso le otto. Sulla pista dove si è fermato l’aereo dell’aeronautica militare erano presenti i Carabinieri e un’autoambulanza studiata apposta per trasportare il paziente zero in completo isolamento. Il viaggio dalla Sierra Leone è durato oltre le sei ore, e sia il velivolo che la barella utilizzati erano appositamente create per trasporti del genere.

Il viaggio tra Pratica di Mare all’ospedale Spallanzani di Roma non è stato semplice, non tanto per le condizioni del paziente, che respira in autonomia, riesce a mangiare e a bere tranquillamente e mostra solamente una febbre piuttosto alta, bensì per la composizione del corteo, forato da auto di Carabinieri, camion dei Vigili del Fuoco e i veicoli specializzati nel condurre operazioni che trattano malattia infettive. Durante tutto il trasporto, si sono presi cura del medico in totale venticinque medici esperti, i quali continueranno il loro lavoro anche allo Spalanzani, e saranno gli unici autorizzati ad entrare nella stanza del contagiato.

Il contatto avverrà solamente con indosso le tute di protezione, e l’isolamento sarà obbligatorio e totale fino a quando le analisi non accerteranno che il paziente non è più in pericolo. Data la pericolosità del possibile contagio, anche il contatto dall’ambulanza alla camera preparata per l’occasione è stato limitato, permettendo così a non dover isolare l’intero istituto di ricerca.

Il paziente ha contattato una sola volta la famiglia per rassicurarla. In seguito, però, non potrà avere con sé oggetti personali, né potrà ricevere visite, se non quelle dei medici. Per il rispetto della privacy, i medici hanno deciso di non fornire dati sul paziente, appoggiati anche dalla famiglia che non vuole essere assaltata dai giornalisti. Riguarda il suo stato di salute, le condizioni sono stabili; non ci sono anomalie alla milza e al fegato, non mostra disidratazione e la sua temperatura corporea è pari a trentanove gradi, unico sintomo fuori dal comune.

Le cure sono comunque già iniziate, composte dagli stessi farmaci sperimentali utilizzati per gli altri casi europei, e che ora vengono utilizzati anche in Africa per curare le popolazioni. Sia lui che i medici sono ottimisti, il virus è stato scoperto in tempo e le cure sono partite immediatamente. Unico fatto negativo è che non si è ancora capito, e forse non si scoprirà mai, come abbia potuto infettarsi, anche se era stata proprio la direttrice di Emergency, Cecilia Strada, ad affermare che il contagio può avvenire anche attraverso le tute, in quanto non da una sicurezza totale.

di Alessandro Bovo