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Il giorno tanto atteso dagli amanti dell’astronomia, e non solo, sta per arrivare. Domani, venerdì 20 marzo, tutta l’Italia e tutta l’Europa assisteranno a una suggestiva eclissi di sole, un evento che, di tale entità, si verificherà nuovamente tra 18 anni, 10 giorni e 8 ore.

Tra le 9 e le 11.45 di domani mattina, la Luna offuscherà parzialmente il Sole, frapponendosi tra esso e la Terra, e milioni di persone in tutto il continente staranno con gli occhi puntati al cielo per ammirare questo straordinario fenomeno. Ma l’entusiasmo e la bellezza dell’avvenimento non devono far dimenticare che osservare a occhio nudo un’eclissi di sole può avere conseguenze negative piuttosto importanti sulla vista.

Come riporta Ansa, il presidente della Società Oftalmologica Italiana (Soi), Matteo Piovella, ha spiegato che osservare un’eclissi di sole senza adeguate protezioni potrebbe addirittura portare alla cecità, visto che la luce, in quegli istanti, è tanto intensa da riuscire a bruciare la macula dell’occhio, ossia la zona centrale della retina, nonché la regione più ricca di fotorecettori e deputata alla percezione dei dettagli.

Per allontanare il rischio che ciò accada, gli esperti di Soi consigliano innanzitutto di non osservare, nemmeno per pochi secondi, l’eclissi di sole senza adeguate protezioni. Per “adeguate protezioni” non si intendono dei semplici occhiali da sole, completamente insufficienti in questo caso, ma di attrezzature specifiche, ossia filtri che permettono solo allo 0.003% della luce e allo 0.5% delle radiazioni infrarosse di “passare”, in modo tale che l’occhio non ne esca danneggiato.

Tra questi, troviamo, ad esempio, i filtri in Mylar, composti da due strati di plastica e da un sottile foglietto in alluminio che impedisce la penetrazione dei raggi, oppure gli occhiali solitamente usati dai saldatori, muniti di protezione 14, o ancora i filtri in gelatina o in vetro. Altri tipi di filtro, come i pezzi di vetro scuro e i negativi delle fotografie, sono invece sconsigliatissimi, perchè danno l’illusione di attenuare l’impatto della luce dell’eclissi di sole pur essendo totalmente inadatti e inefficaci.