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Foxtrot, in arrivo la tragedia israeliana in tre atti

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Foxtrot

Foxtrot – La danza del destino, la tragedia israeliana in tre atti che al Festival di Venezia ha conquistato il Gran Premio della Giuria e che si è aggiudicata la candidatura agli Oscar come “miglior film straniero”, arriverà sul grande schermo il prossimo 22 marzo.

A otto anni di distanza da Lebanon, il regista israeliano Samuel Maoz torna con il suo secondo lungometraggio, distribuito da Academy 2, il cui cast è composto da Lior AshkenaziSarah Adler e Yonatan Shiray.

Un film frutto del mix di diversi stili, nato come una sorta di parabola filosofica che affronta il tema della coincidenza e del fato. Tutto questo attraverso la storia di un padre e di un figlio, lontani fisicamente ma che nonostante ciò riusciranno a cambiare e influenzare l’uno il destino dell’altro.

La pellicola inizia con una porta che si apre e una madre (interpretata da Sarah Adler) che sviene alla vista di una persona che non conosciamo. Si saprà che aldilà della porta ci sono dei militari venuti ad annunciarle la morte del figlio Jonathan. In questo momento inizia la tragedia del lutto dei genitori. Una mezz’ora di grida e scene di dolore: il padre (interpretato dall’attore Lior Ashkenazi) si ustiona volontariamente la mano con acqua bollente e la madre che invece si fa sanguinare le nocche con la pietra pomice.

Nella seconda parte si passa poi alla situazione vissuta dal figlio in un posto di blocco in mezzo al deserto durante la guerra. Assistiamo così alla vita di tutti i giorni di Jonathan insieme ai suoi compagni soldati con i quali trascorre le giornate tra momenti di noia, allegria, controlli a sporadiche auto e utilizzo di videogiochi.

Nell’ultima parte si ritorna all’inizio del film: succede infatti qualcosa che, legata al destino, riporta e lega tutto al principio della storia.

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