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Freaks Out – iniziate le riprese del nuovo film di Gabriele Mainetti

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Freaks Out

Reduce dallo straordinario successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot (2016), Gabriele Mainetti si prepara a tornare in cabina di regia con Freaks Out, pellicola prodotta da Lucky Red e Goon Films con Rai Cinema, in coproduzione con Gapfinders (Belgio). Nato da un soggetto originale di Nicola Guaglianone e una sceneggiatura scritta a quattro mani da quest’ultimo e Mainetti, sarà di nuovo Roma la cornice che accoglierà i protagonisti di questa storia. Le riprese, appena iniziate, si svolgeranno nella capitale e in Calabria per 12 settimane.

Nel cast del film troviamo Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, con la partecipazione di Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta, Franz Rogowski. Le musiche saranno composte ancora una volta da Michele Braga e dal regista.

“A due anni dal successo di ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, abbiamo lavorato insieme a Gabriele Mainetti, che è anche produttore, e a Rai Cinema per gettare le basi di un film ambizioso e originale”, dichiara Andrea Occhipinti . “Siamo davvero ansiosi di iniziare le riprese di ‘Freaks out’, nato dalla vena creativa di Nicola Guaglianone e scritto insieme a Gabriele“.“Si dice che il secondo film sia il più difficile da realizzare, soprattutto quando il primo ha generato un riscontro positivo. Non sarà facile soddisfare le aspettative ora che l’asticella si è alzata ulteriormente. Come nella precedente esperienza faremo del nostro meglio per fare di più di quello che potremmo permetterci. Alla fine l’approccio produttivo sarà com’è stato con Jeeg… solo su una scala più grande”, dichiara la Goon Films.

Questa la sinossi ufficiale di Freaks Out: Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra.

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