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Good Morning Cronauer. Addio al sergente Dj che ha ispirato Robin Williams

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Il suo saluto radiofonico è stato probabilmente il più celebre, il più imponente e il più lungo della storia. Ben 20 secondi resi immortali da un titolo che ha fatto storia: Goooood Moooorning Vieeeet-naaaam!

Era il sergente dell’esercito Usa, Adrian Cronauer, soprannominato il “disc Jockey di guerra”, che si è spento lo scorso mercoledì a Troutville in Virginia.

Colui che irrompeva istrionicamente dalle radio e dai ricetrasmettitori militari degli accampamenti di Saigon, per sollevare funambolescamente i soldati, che ogni giorno sarebbero andati in contro alla battaglia e alla morte, è uscito di scena in punta di piedi, secondo quel codice di riservatezza che lo stesso aveva attuato, una volta ritornato dal Vietnam.

Un personaggio eclettico, controcorrente per essere un sergente dell’esercito, tanto da ispirare il grande Robin Williams, che rese il suo saluto immortale, nel film di Barry Levinson, dal titolo “Good Morning Vietnam” uscito proprio trent’anni fa.

Il linguaggio di Cronauer è entrato di diritto nell’immaginario della cultura radiofonica, per il grande carisma che riuscì ad esprimere all’interno delle truppe. Nonostante il personaggio interpretato da Robin Williams, sia stato più romanzato rispetto alle reali vicende della sua storia. fu lui a uscire virtualmente dai microfoni della radio di Saigon, per rivolgere il saluto sincero ed energico a tutti; a chi andava in guerra, ma anche a chi la subiva, diventando, suo malgrado, la voce del riscatto e della fierezza umana che può e deve guardare oltre il dramma che ha davanti, caricandosi di nuovo coraggio, per affrontare la lotta più dura; quella per la vita fisica e interiore, che non può lasciarsi sopraffare dalla paura.
Cronauer ripropose un modello linguistico già testato, durante la sua permanenza presso la base dell’Air Force, sull’Isola di Creta; in quel periodo egli conduceva un programma dal titolo “Dawn Buster“, per la Iraklion Air Station.

Fu in quella occasione che il sergente Dj coniò una sveglia frizzante, rivolta ai commilitoni più lenti nel risveglio o magari a coloro che stano nelle retrovie.

Quel saluto divenuto icona della stessa storia della radio, fu un messaggio positivo, ma anche un motivo di riflessione, che lo stesso Cronauer non cessò mai di porsi; specie nelle interviste successive dove egli raccontò la sua storia.

In molte circostanze egli raccontò di essersi posto il problema, se avesse un senso dare un buongiorno così enfatizzante, in quell’inferno che era il Vietnam. La risposta che nasceva spontanea era: “quel buongiorno aveva una componente di ironia, e se questa risultava chiara allora tutti avrebbero compreso che cosa volevo veramente dire”.
Adrian Cronauer andò in onda dal 1965 al 1966, fino a quando non congedato e poté tornare in patria, lavorare in diverse stazioni radio e aprire un’agenzia di pubblicità.

Nel 1979, quando in tv imperversava la sitcom M*A*S*H, ispirata alla Guerra di Corea, Cronauer ebbe l’idea di proporre la sua versione tragicomica della guerra in Vietnam.

L’idea non ebbe alcun riscontro positivo, fino a quando un agente suo amico, consegna la bozza della sceneggiatura nelle mani di Robin Williams; egli ne rimane folgorato e il resto è storia.

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