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Gotham, recensione quarta stagione: la saga di Sofia Falcone

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Gotham, recensione quarta stagione: la saga di Sofia Falcone

Gotham è il prequel di Batman, iconico personaggio della DC Comics. Una serie TV interessante, che ben riporta sul piccolo schermo le atmosfere oscure e claustrofobiche di Gotham City, mecca del crimine. Un telefilm credibile che narra della giovinezza di Jim Gordon e di Bruce Wayne (ancora un bambino all’inizio della storia) e del loro percorso che li porterà a diventare i grandi eroi che abbiamo imparato a conoscere nei fumetti e nei cartoni animati con protagonista il cavaliere oscuro. In questo articolo faremo il punto della situazione sulla Season 4 di Gotham, una delle più belle della serie TV finora. Tuttavia, anche in tale occasione non manca qualche difetto degno di nota.

Gotham: incongruenze con la serie fumettistica

Nonostante il giusto e meritato successo che la serie TV Gotham può vantare, non possiamo non ignorare alcune divergenze (se non vere e proprie incongruenze) rispetto alla serie cartacea di Batman. Prima di tutto la clamorosa differenza di età tra Bruce (il futuro cavaliere oscuro) e coloro che diverranno i suoi più acerrimi nemici. Ad inizio storia, il piccolo Wayne avrà sì e no 12 anni. Alcuni futuri villain che appaiono nella serie sono già persone adulte, se non molto avanti con gli anni.

Qualche esempio? E’ presto detto! Edward Nygma (colui che diverrà il folle Enigmista) è già un giovanotto di 30 anni, Harvey Dent è un affermato avvocato prossimo alla quarantina e Poison Ivy… cresce all’improvviso! Non parliamo poi di storici nemici di Batman che già escono di scena definitivamente. Tra questi il boss Maroni e Carmine Falcone.

Insomma: nonostante la bellezza e la validità che contraddistingue Gotham, potremmo meglio definire tale serie un prequel certo, ma anche una versione parallela alla storia ‘vera’ del cavaliere oscuro, se non addirittura un reboot.

Gotham: entra in scena Sofia Falcone

Dopo una terza stagione fatta di alti e bassi, finalmente nella Season 4 le cose riescono a prendere un decollo abbastanza rilevante. Questo grazie alla storyline della Pax Penguina, instaurata da Oswald Cobblepot (Pinguino appunto) il quale, nonostante sia un criminale, riesce a favorire una pace stabile e duratura a Gotham City. Il trucco? Nulla di più facile: legalizzare la criminalità! Insomma, qualsiasi delinquente è libero di girovagare per la decadente metropoli, con la piena consapevolezza di poter rubare, rapinare e svaligiare le case in maniera del tutto ‘onesta’. Questo a patto che sia provvisto di tessera!

A questa insano status quo si oppone Jim Gordon il quale, armato di buone intenzioni, contribuirà nonostante tutto ad ingarbugliare ulteriormente la situazione. La criminalità è marcia, spazzatura, arma di Satana per controllare e terrorizzare gli innocenti. Eppure sembra che anche all’inferno ci sia ‘gentilezza’, qualche persona d’onore con un codice cavalleresco; il classico boss vecchio stampo. Costui altri non è che Carmine Falcone.

Nonostante il loro passato difficile (Jim uccise involontariamente suo figlio Mario) Gordon va a contrattare con il vecchio boss italiano, il quale non ha alcuna intenzione di tornare al comando del crimine di Gotham. L’uomo è oramai vecchio e stanco, affranto dalla perdita di quel figlio, unico motivo di orgoglio per lui e sa di avere ancora pochi anni davanti.

Jim in questa occasione farà la conoscenza di Sofia, figlia di Carmine, una bellissima ragazza, della quale l’uomo di legge si innamorerà subito. Trasferitasi momentaneamente a Gotham, Gordon e la Falcone inizieranno una relazione. Mai disgrazia fu più subdola e letale… l’arrivo di Sofia andrà ad alterare quell’apparente (ed in fondo fittizia) situazione di calma in città.

A cominciare dall’avvento di un folle serial killer che si fa chiamare Pyg. Il folle criminale, abile nell’arte del trasformismo, farà passare a Jim ed al suo fido amico Harvey Bullock, una serie di peripezie e disavventure sul filo del rasoio. Gotham inizierà ad essere vittima di una serie di efferati omicidi da parte di Pyg, la cui faccia è perennemente coperta dal volto di un maiale morto, che funge da maschera.

Pyg, si scoprirà in seguito essere al servizio di Sofia, che da dolce ed ingenua ragazza si rivelerà essere una donna spietata e calcolatrice. La giovane prenderà il controllo della criminalità di Gotham, dimostrando una ferocia ed una follia ai limiti del comprensibile. La stessa Sofia era stata poco tempo prima la vera artefice della morte del padre Carmine, che purtroppo ci saluta definitivamente in questa stagione.

Intanto appare un nuovo personaggio, celebre per essere uno dei tanti futuri ‘bad guy’ di Batman: Salomon Grundy. Butch, tornerà infatti dal regno dei morti in versione zombie. La sua mente è quella di un bambino che non ricorda e non sa nulla, una tabula rasa. Ma il mostro, in compenso, dispone di una forza incredibile.

Torna in scena (anche se per poco) un discutibile Ra’s Al Ghul, che più che la Testa del demonio sembra una sorta di Antonio Banderas barbuto e mal riuscito. Perderà la vita all’inizio della quarta stagione, lasciando alla fine poco o nulla della sua presenza. Quel poco però verrà ereditato dalla bella Barbara che, fusasi ‘spiritualmente’ con l’anima residua di Ra’s (quando questi era ancora vivo) diviene il nuovo capo della Lega degli assassini. Il finale? Beh, non vogliamo certo rovinarvi la sorpresa, ma dati tutti gli elementi converrete che questa stagione sarà più che scoppiettante!

Considerazioni personali

Sofia Falcone è una villain che non può non piacere: non solo per la bellezza dell’attrice in sé (la stupenda Crystal Reed) ma per la perfetta ambiguità di cui il personaggio è dotato. Un demone mascherato da angelo che sa ben simulare ed usare le persone a lei vicine come pedine.

Dopo la morte di Ra’s per mano del giovane Bruce, questi inizia a sbandarsi. Nonostante la malvagità del personaggio, il peso di un omicidio è insopportabile per l’adolescente. Questo creerà una crisi nel rapporto con il fidato maggiordomo Alfred che per Bruce è una seconda figura paterna. I loro contrasti, sempre più frequenti, culmineranno nella decisione di Wayne di licenziare il suo tutore. Le scene con protagonisti i due sono forse quelle di maggiore impatto emotivo.

Come già fatto capire, deludente la proposizione del personaggio di Ra’s Al Ghul, la cui controparte proveniente dall’Arrowverse lo mette completamente in ombra. La testa del demonio è un villain complesso, portatore di ideologie e di un’etica considerata da lui ‘superiore’. Il Ra’s Al Ghul originale vuole sterminare il male e la corruzione. Un ideale nobile, se non fosse che il capo della Lega degli assassini non si farebbe scrupoli a provocare massacri e genocidi per arrivare all’obiettivo. In Gotham, Ra’s Al Ghul è solo l’ombra del personaggio originale: un semplice ‘cattivo’, di gran lunga inferiore agli altri villain della serie TV.

Gotham: cosa vedremo nella quinta stagione?

Secondo le prime informazioni trapelate, sembra che nella stagione 5 di Gothamvedremo la trasposizione di una nota saga fumettistica di Batman: Zero Year. A dichiararlo è il produttore John Stephens con tali parole: ‘Ci sarà un po’ di Zero Year lì dentro. Alcune di quelle cose, specialmente con Ed Nygma’. Una frase sibillina che lascia spazio all’immaginazione. Non ci resta che attenderla con trepidazione, anche perché questa sarà la stagione conclusiva della serie di produzione Fox!

Trailer

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