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Grey’s Anatomy | Recensione episodio 11×11 – All I Could Do Was Cry

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Straziante. Non c’è altro modo di definire la puntata di Grey’s Anatomy, non riesco davvero a trovare altri termini. Dall’inizio della stagione mi sono lamentata del livello scadente dello show, della noia che mi provocava, dello charme perso; insomma, io proprio non riuscivo più a guardarlo. Eppure questo episodio mi ha fatto davvero ricredere, per un attimo mi è sembrato di rivivere le prime stagioni e devo ammettere che quando la puntata è finita sono rimasta stupita. Non mi ero accorta che i 40 minuti fossero passati!

E’ stato un episodio pieno di flashback, bellissimi e tristi, felici e disastrosi. Davvero una puntata pazzesca, da brividi e lacrime. Ma andiamo ora a fare una breve analisi di ciò che abbiamo visto. Naturalmente parto immediatamente da Jackson ed April, che sono stati i protagonisti. Devo ammettere che non avrei mai pensato che Shonda potesse dargli una mazzata del genere; ok, abbiamo visto decine di personaggi entrare ed uscire dal cast per le ragioni più svariate, ma mai mi sarei aspettata che i produttori fossero così crudeli da ammazzare un feto. Ho sempre creduto che ci sarebbe stato un lieto fine e invece, come ben abbiamo visto, Samuel Norbert Avery non ce l’ha fatta. Straziante il momento in cui hanno scelto il nome, tristissima la scena in cui hanno tenuto tra le braccia il loro bambino, seppur per pochi minuti. Devastante.

Comunque bisogna davvero fare i complimenti a Sarah Drew, perchè quando l’episodio è stato girato lei era davvero incinta e non oso immaginare quanto sia stato difficile per una donna in gravidanza interpretarne una che perde un bambino. Sarah stagione dopo stagione riesce a meravigliarmi sempre più, naturalmente in modo positivo, davvero complimenti.

Passando a parlare di altri personaggi, io non capisco Meredith. Sul serio, non la capisco. Ok, vuoi raggiungere Derek, è normale, è tuo marito. Ma per far sesso? Lo capisco, è un elemento importante in un matrimonio, ma secondo me avete problemi molto più grossi, forse sarebbe il caso di parlarne una volta per tutte. Parlando invece dei suoi rapporti famigliari, trovo molto forzato il legame con Maggie. E’ nato dal nulla, naturalmente, è cresciuto nel modo che tutti immaginavamo (pessimamente) e ora si trovano ad essere pappa e ciccia, dal nulla. O mi sono persa qualche episodio o qualcuno, dalla produzione, dirige il tutto troppo velocemente.

I due casi della settimana sono stati molto toccanti; il primo è stato quello del ragazzo con il tumore che non vedeva più; anche qui hanno voluto esagerare facendolo guarirà dalla cecità e, per quanto mi faccia piacere, lo trovo alquanto assurdo. Ok, devono trovare un modo per tenere in piedi il personaggio di Amelia, ma forse questo non è il migliore. Per questo ora stanno cercando di accoppiarla con Owen, perchè da sola, il suo personaggio, non avrebbe senso di esistere. Sciapo, inconsisente, inutile, completamente distaccato dal resto del gruppo. Non capirò mai cosa ci faccia in questa serie. Mai.

Interessante anche il caso della Torres e della Bailey; per quanto per un attimo mi sia sembrato di vedere ‘Non sapevo di essere incinta’, le scene sono state senza dubbio molto toccanti, molto reali. Io per prima ho pensato che la donna con il proiettile nel collo non ce l’avrebbe fatta e invece sono stata piacevolmente colpita dalla risoluzione del caso.

Per concludere, una puntata davvero bella ed emozionante, come non ne capitavano oramai da mesi. Per nulla prevedibile e piena di colpi di scena, la puntata è scorsa molto velocemente senza alcun intoppo. Il voto, quindi, è assolutamente positivo e spero che la stagione continui su questa scia, perchè l’episodio aveva tutto ciò di cui aveva bisogno: momenti adrenalinici, momenti drammatici, scene da fiato sospeso. Davvero bello!

Alla prossima settimana!

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