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Dopo l’annuncio da parte del premier Renzi di non inviare truppe in Libia e un assoluto no a un’azione militare nel Paese invaso dall’Isis, anche un dirigente di Hamas chiede all’Italia di non iniziare una guerra contro la Libia, in quanto sarebbe vista come una nuova crociata. Ma Hamas si era già detto contrario a interventi militari in Iraq, perchè appare come una guerra contro arabi e mussulmani, anche se la vera intenzione è bloccare lo Stato Islamico, troppo vicino all’Italia.

Il Presidente del Consiglio ha nuovamente ribadito l’urgenza di tentare una mediazione con un intervento diplomatico, ma è necessaria la presenza dell’ONU, l’unica organizzazione ad avere gli strumenti per riuscire a sbloccare la situazione, anche militarmente, se necessario. E nonostante il freno del premier sull’invio di truppe, ha incontrato ieri i Ministri degli Interni, degli Esteri e della Difesa per decidere il da farsi, mentre per stasera un nuovo incontro deciderà come distribuire quasi 5.000 uomini lungo tutta la penisola, con maggiore attenzione sulle città principali e nei possibili obiettivi da parte dei terroristi.

Oltre all’Italia, anche la Francia e in ultimo anche l’Egitto ha chiesto un intervento dell’ONU. E’ stato proprio il Presidente egiziano Al Sisi ad affermare che non c’è altra scelta a un intervento, come già il suo Paese sta facendo da qualche giorno. Da lunedì, infatti, sono partiti i raid egiziani contro le postazioni dell’Isis in Libia che hanno colpito centri di addestramento, depositi di armi e accampamenti, come risposta alla decapitazione del Califfato di 21 egiziani copti.

Il problema dei raid aerei partiti dell’esercito egiziano è che oltre a colpire con successo i membri dell’Isis, stanno procurando sofferenza e morte anche tra i civili. In due giorni, difatti, i civili morti sono arrivati a 7, mentre i terroristi hanno totalizzato 64 morti. Anche Tripoli, capitale della Libia, condanna la decapitazione degli egiziani, ma contemporaneamente chiede maggior attenzione negli attacchi aerei, in quanto non si possono colpire anche degli innocenti.

di Alessandro Bovo