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I Tulou, le case cinesi costruite in terra

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tulou

Nel 1985, gli Stati Uniti individuarono in Cina, attraverso il satellite, delle forme circolari che assomigliavano a delle testate nucleari. Ma grazie alla successiva spedizione, si resero conto che erano delle architetture insolite, chiamate Tulou, che in cinese significa “costruzione di terra”.

Il Tulou ha forma circolare o quadrata e può essere realizzata in terra o in pietra, con materiali resistenti al vento e ai terremoti, ma fragili alla pioggia. La base, di solito, è di pietra; la muratura è fatta invece con una miscela di terre, fibre vegetali e legno.

By Gisling (Own work) [GFDL or CC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons
By Gisling (Own work) [GFDL or CC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons
Gli architetti di queste insolite tipologie di abitazioni sono gli Hakka – una minoranza etnica Han del nord della Cina spostatasi poi nella zona sud-occidentale, nella provincia montana di Fujian –, che li realizzarono tra il XIII e il XX secolo. A causa delle numerose guerre che li coinvolsero, gli Hakka, che si erano visti distruggere le loro abitazioni, studiarono una tipologia abitativa più resistente, così costruirono delle strutture resistenti che allontanassero gli intrusi e che allo stesso tempo formassero una comunità coesa e autosufficiente, capace di conservare al proprio interno gli alimenti, le abitazioni, i templi e il bestiame nonché dei sistemi fognari fortificati.

I, Bolobolo [GFDL, CC-BY-SA-3.0, GFDL or CC BY-SA 2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons
I, Bolobolo [GFDL, CC-BY-SA-3.0, GFDL or CC BY-SA 2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons
L’argilla compressa, il calcare e la sabbia, una volta asciutte, si indurivano come il cemento ed erano in grado di sopportare cannonate, frecce infuocate, arieti e perfino terremoti.

I Toulou sono dotati di un solo ingresso, una porta di legno placcata in ferro, con le finestre verso il suolo, e sono delle abitazioni contadine collettive sviluppate in verticale, dei mini-villaggi capaci di contenere circa 80 famiglie, per una capienza massima di 600 persone. Ad esempio, nella città cinese di Hekeng, di circa 100 abitanti, 13 sono i Toulou, realizzati con mura di fango o di terra e di zucchero lavorato, all’interno dei quali si possono ammirare le botteghe del tè e le classiche lanterne rosse. Questi pilastri sono alti oltre 800 metri e rientrano nella città-prefettura di Zyhangjiajie.

By Gisling (Own work) [GFDL or CC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons
By Gisling (Own work) [GFDL or CC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons
Nei cortili luminosissimi dei Tulou è facile scorgere delle gallerie di travi in legno, fino a cinque piani, ognuno dei quali è di legno scuro, con delle stanze tutte uguali l’una accanto all’altra, come un gigantesco alveare. Il primo piano era destinato alla cucina e alla sala da pranzo, il secondo al magazzino e il terzo alle camere da letto. Ma ci sono anche uno o due pozzi e una nicchia decorata per venerare gli antichi.

Dichiarati dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2008, i Tulou sono visitabili grazie a un tour, in auto o con i mezzi pubblici, in particolare con gli autobus che percorrono in tre ore la linea da Xiamen a Yongding, o addirittura con il treno. Così, nei fine settimana, le strade di campagna si movimentano, piene di macchine e di pedoni, e anche gli stessi Tulou sono pieni di visitatori e i venditori ambulanti possono vendere funghi benefici, poster di Mao, portacenere a forma di Tolou…

By User:Vmenkov (Own work) [GFDL or CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons
By User:Vmenkov (Own work) [GFDL or CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons
La maggior parte dei Tulou si trovano nelle valli, mentre sulle cime delle montagne se ne trovano pochissimi. Le montagne quindi sono alle loro spalle e l’acqua è di fronte: questa è una posizione che segue i principi del feng shui (“vento e acqua”), l’arte cinese della divinazione ambientale, utile per allineare l’uomo con le energie positive.

Oggi sarebbe impossibile costruirne altri, se si considera che ogni piano richiederebbe almeno un anno di lavoro e delle travi molto spesse: difatti sarebbe molto difficile trovare tronchi di quelle dimensioni.

Attualmente, di Tulou ce ne sono ancora 6.000, alcuni dei quali hanno almeno cent’anni.

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