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Ignobel prize 2018: quando la scienza fa ridere e riflettere

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Tutti o quasi conoscono il premio Nobel: il riconoscimento più prestigioso che viene dato a illustri esponenti del campo della scienza, della letteratura, della medicina e dell’economia. Pochi invece sanno che esiste un antagonista provocatorio e irriverente al blasonato premio svedese, dedicato a quelle ricerche spesso inutili dal punto di vista scientifico e culturale: il cosiddetto Premio Ignobel.

Ricerche, studi, pubblicazioni e persino scoperte, volte principalmente a scopo ironico e grottesco, che però non intendono scimmiottare il prestigioso riconoscimento europeo, bensì far riflettere sulla caducità stessa della moralità culturale, spesso confinata ad un elitario di facciata, più che ragione, ma che invece dovrebbe sollevare una maggiore capacità di dibattito e confronto: quel confronto che nell’era “tuttologica” del web, sembra un lontano ricordo del mondo analogica pre-social.

Come ogni settembre, ritorna da qualche anno l’appuntamento con i riconoscimenti più “inutili” e “ignobili” i quali vengono assegnati, presso il Sanders Theatre di Harvard da un’equipe di tutto rispetto; la Annals of Improbabile Research.

E’ proprio tale accademia a celebrare l’apertura dell’Ignobel Prize, onorando come tradizione il celebre motto: “scoperte che fanno prima ridere, e poi pensare”. Si tratta di un modello divertente e satirico, per ricordare che anche per la scienza lo scontato e l’ovvietà devono essere dimostrati, magari con un bel trial in salsa roast show.

La cosa più divertente però è forse il fatto che la cerimonia viene a sua volta nobilitata dalla presenza di autentici premi Nobel che vengono invitati per consegnare i premi, mostrando anche un lato ironico insolito.

Tra i vincitori di quest’anno, alcune delle scoperte più assurde per quanto illogiche e al tempo stesso originali della storia.

Il premio Ignobel per la medicina è stato assegnato a due osteopati della Michigan State University; Marc Mitchell e David Wartinger, i quali hanno scoperto che i sedili posteriori delle montagne russe aumentano la probabilità di espellere naturalmente un calcolo renale.

L’Ignobel per l’antropologia è invece andato a un gruppo di ricercatori  svedesi i quali, recatisi nello zoo di Lund hanno osservato le interazioni dei visitatori con gli scimpanzé, scoprendo che uomini e scimmie si imitano a vicenda con la stessa frequenza; un tassello importante verso la teoria dell’evoluzione!

ll premio Ignobel per la biologia è stato assegnato ad un team internazionale coordinato da Paul Becher, della Swedish University of Agricultural Sciences, per una ricerca che ha stabilito quanto il profumo di un feromone chiamato Z4-11Al,  prodotto dalle femmine del moscerino della frutta, possa essere percepito intensamente dall’uomo, stabilendo un confine sottile, tra biologia ed enologia.

Per conoscere tutti i vincitori del Premio Ignobel è possibile visitare il sito: https://www.wired.it/scienza/lab/2018/09/14/vincitori-premi-ignobel-2018/

 

 

 

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