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Il flusso canalizzatore potrebbe diventare realtà: ma solo per i computer

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Chi non ricorda la celebre esclamazione:“GRANDE Giove!” Una frase che è rimasta negli annali del cinema, per generazioni; quelle stesse generazioni che, di volta in volta, hanno sognato e viaggiato “indietro nel futuro“, assieme a Marty McFly e il Dott Emmett Brown; i protagonisti della saga di Ritorno al futuro.

Le avventure del giovane e vecchio Marty, dello stralunato inventore, sono racchiuse proprio in questa esclamazione surreale, che rappresenta lo stupore continuo, nell’essere riusciti a fare quello che ancora tutti noi tendiamo a sognare: ossia viaggiare nel tempo.

Tutto parte dalla creazione (l’unica riuscita) di “Doc“: quel flusso canalizzatore, che permetterebbe i viaggi nel tempo. Non si sa se l’invenzione sia nata dalla fervida immaginazione del regista Robert Zemeckis o sia frutto di qualche dato scientifico segreto, ma sta di fatto che il celeberrimo flusso potrebbe diventare realtà.

Tutto nasce da un articolo scientifico della rivista Physical Review Letters, nel quale un’équipe di scienziati di Svizzera e Australia, afferma di aver progettato un particolare dispositivo capace di rompere la cosiddetta simmetria dell’inversione temporale.

Nonostante il concetto sia riservato agli addetti ai lavori, il processo fa parte di una delle tante peculiarità studiate dalla meccanica quantistica, che viene chiamato: “effetto tunnel”.

In buona sostanza questo processo d’inversione temporale, sfruttando l’effetto tunnel, permette di generare un flusso di attivazione di un macchinario capace di fare quello che lo scienziato della celebre trilogia, riusciva a fare sulla Delorean.

Il prototipo  è stato denominato flux capacitor, proprio in omaggio al film e presenta un design molto simile a quello del dispositivo di Doc Brown.

La ricerca è stata condotta attraverso la collaborazione tra l’ Australian Centre for Engineered Quantum System (Equs) e lo Austrialian Centre for Future Low-Energy Electronics Technologies (Fleet), ed è stato teorizzato, sul modello di una qualsiasi  rotatoria stradale.

“Quando le auto entrano in una rotatoria, affermano i ricercatori, sono vincolate a percorrerla in un’unica direzione, fino a raggiungere l’uscita desiderata. Il flusso canalizzatore, più precisamente il condensatore di flusso, funziona alla stessa maniera. Sfruttando l’effetto tunnel quantistico, spiegano, secondo il quale una particella può ‘oltrepassare’ una barriera insormontabile, è stato ideato un dispositivo in cui la corrente può circolare, attraverso una rotatoria magnetica, attorno a un condensatore, procedendo in una sola direzione”.

Tornando alla realtà, però, è chiaro che il flusso canalizzatore, non sarà in grado di garantire i viaggi nel tempo, poiché il suo utilizzo è per ora riservato ai computer superveloci. Un passo avanti verso i computer quantistici, che potrebbero arrivare a isolare una porzione di un apparato sperimentale rispetto al resto, impedendo  quindi alla corrente di circolarvi.

L’invenzione potrebbe essere particolarmente utile per futuri esperimenti su sistemi quantistici, particolarmente sensibili e delicati, ma chissà che un giorno il sogno del Dott. Brown non si realizzi veramente!

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