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Il futuro dell’identità digitale, per difendersi dalla truffe in rete

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L’era della trasformazione digitale, si sta ormai diramando in tutti i settori della società: Dalla politica all’informazione, dalla cultura alla scienza, il mondo parla attraverso codici e crittografie dalle combinazioni infinite.

Ma esistono dei settori particolarmente delicati, dove la trasmigrazione virtuale può rivelarsi un’arma a doppio taglio, per servizi e utenti.

Uno dei più complessi è quello del denaro digitale: la trasformazione della moneta in valuta “liquida“, sta progressivamente accelerando e facilitando il settore economico-finanziario, fornendo servizi e incentivi alle aziende e ai consumatori finali.

Ormai la maggior parte dei pagamenti viene effettuata tramite, post, o per mezzo di App, senza costi di commissione. Ma all’evoluzione tecnologica si affianca ovviamente anche quella criminale. I Cyber ladri e truffatori non rivestono più il ruolo di hacker, bensì di veri e propri professionisti della rete, riuscendo a mettere in piedi  una serie di truffe globali e milionarie.

Risale all’anno scorso un colpo di 500 mila euro circa, ai danni di un manager di Confindustria, messo a segno attraverso il sistema dello spear phishing. Si tratta di una forma di phishing (una truffa informatica) personalizzato, nel quale le e-mail inviate per la richiesta di un bonifico, sono specifiche e indirizzate proprio ad un soggetto in particolare, sfruttando le informazioni reperibili online.

Ma com’è possibile che nel 2018 ci sia ancora gente che cade in questi tranelli? La risposta è da cercarsi non solo nell’evidente ingenuità di molti utenti, ma anche nel carattere di autorevolezza con il quale la mail viene inviata. Può capitare infatti che arrivi una e-mail di Poste Italiane, che annuncia la vincita di un bonus; oppure una comunicazione dal proprio Ceo!

Il modo migliore per evitare di imbattersi in queste truffe è controllare sempre la fonte delle comunicazioni, e tenersi continuamente in aggiornamento.

Le banche hanno a disposizione diversi sistemi per difendere l’istituto e i clienti dalle truffe sul web: i metodi vanno dalle tecnologie di riconoscimento facciale degli smartphone ai sistemi di codici a 8 cifre, al posto delle 5 cifre usati dal bancomat.

A proteggerci da criminali virtuali, in futuro potrebbe pensarci Spid; il Sistema pubblico di identità digitale, che permette ai cittadini di comunicare con le pubbliche amministrazioni e che è  destinato a diventare un nuovo e più potente strumento di riconoscimento.

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