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La vita del giovane Karl Marx in un film, in uscita domani nei cinema

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Karl Marx cinema

Cinema e storia viaggiano assieme, quasi dalle origini della celluloide. Diventato lo strumento di consenso e propaganda di molti regimi, il cinema è onda fino in fondo nell’esplorazione ed esposizione storica delle vicende, senza soffermarsi troppo sui protagonisti. Il cinema degli ultimi 30 anni invece tende spesso a concentrarsi sull’uomo, o l’eroe o l’assassino, talvolta ponendolo al centro dell’azione storica e sociale, che determina la sua scelta, a volte soffermandosi sull’uomo, la cui natura più intima e fragile, lo pone fuori dalla storia, per renderlo il protagonista della sua vita.

E così, se ci siamo lasciati sedurre dalla limpidezza spirituale del giovane Ernesto, futuro “Che“, Guevara da Silva, a bordo della “poderosa motocicletta” su e giù per l’America Latina, tanto avremo di cui discutere, su “Il giovane Karl Marx”. 

Il nuovo film di Raoul Peck porta per la prima volta sul grande schermo una delle figure più influenti della storia contemporanea, il cui tabù istituzionale ha sempre sviato dal descrivere la sua natura più profonda. Non è in realtà il primo film sul filosofo tedesco: poiché esiste un film sovietico del ’66, e uno della Germania Est. Anche il grande Roberto Rossellini poco prima di morire e subito dopo “Il Messia”, aveva in progetto di affiancare le due figure, secondo l’idea di realizzare un naturale “compromesso storico”cinematografico.

Quello che non è stato comunque affrontato è il giovane studente e politico, prima del manifesto con il quale egli teorizzava la via del socialismo nel mondo.

Il regista haitiano, premio Oscar per ” I am not your Negro“, attinge  da una biografia  non ufficiale che racconta il giovane Marx in maniera tutt’altro che melanconica.

Il periodo su cui si concentra la storia è quello che va dal 1844 al 1848, ossia il momento dell’incontro con un altro importante economista e filosofo: Frederich Engels, con il quale egli procederà alla stesura del Manifesto del Partito Comunista e Il Capitale.

Il mondo raccontato con gli oggi del giovane filosofo è un mondo cosmopolita e costantemente in fermento: in mezzo ci sono i moti rivoluzionari di mezza Europa e le grandi trasformazioni economiche, nei quali Marx osserva tutto con un occhio romantico e al tempo stesso analitico e avventuroso, calandosi senza dubbio, nei moti più profondi di un’ epoca che segnerà i destini del vecchio continente per i successivi cento anni.

Una regia funzionale e basica, che adempie nobilmente allo scopo di raccontare tattiche e  strategie, errori e i limiti, di un pensiero che avrebbe accentuato anche forti contraddizioni sociali da parte dei movimenti politici che in esso si ritrovavano a parlare.

Il film esce domani 5 aprile e porterà una versione innovativa di uno dei personaggi più rivoluzionari, a 200 anni dalla sua nascita e i 170 anni dalla pubblicazione del suo Manifesto.

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