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Il salvataggio dei giovani calciatori thailandesi potrebbe diventare un film

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Il salvataggio dei giovani calciatori thailandesi potrebbe diventare un film

Sono passati due giorni, dal salvataggio completo dei giovani calciatori thailandesi, intrappolati all’interno delle caverne  per quasi tre settimane. Un lavoro lungo e difficoltoso, quello per effettuare le operazioni di salvataggio, per una vicenda che ha tenuto il mondo intero con il fiato sospeso.

Riepilogando la storia: un gruppo di 12 ragazzi, appartenenti a una squadra di calcio giovanile, durante un’ escursione con il proprio allenatore, vengono travolti dalle piogge monsoniche che in questo periodo colpiscono il Sud Est asiatico. Dopo essere rimasti intrappolati in una cava completamente allagata, si è temuto il peggio a causa della complessità dell’operazione: un lavoro fatto egregiamente dai Navy Seals thailandesi, volontari e un vasto sistema di cooperazione internazionale, che però purtroppo non ha evitato che uno dei militari morisse durante le prime operazioni, per portare ossigeno all’interno della caverna.

Dopo l’esito positivo, sono arrivati già i primi rumor circa la possibilità che la storia diventi un film. Ad annunciarlo è stata la Pure Flix Entertainment e il CEO Michael Scott, il quale  ha detto di essere in procinto di sviluppare un film sulla vicenda.
Il co-fondatore della casa di produzione di film a carattere religioso come God’s Not Dead, abita in Thailandia ed è riuscito a seguire da vicino il salvataggio dei ragazzi, e ha dichiarato all’Hollywood Reporter di essere stato così colpito dalla storia, da decidere di mettersi subito al lavoro per imprimerla su pellicola.

Dal medesimo organo d’informazione hollywoodiana è emerso anche che il regista Jon M. Chu, in collaborazione con la Ivanhoe Pictures avrebbero intenzione di realizzare un lungometraggio basato sulla vicenda di cronaca.

Il regista di G.I.Joe,  La Vendetta e Crazy Rich Asian, sarebbe stato scelto direttamente dalla governo e la marina thailandese, ma su twitter egli stesso ha dichiarato di non volere assistere all’ennesimo “whitewash hollywoodiano” ad uso e consumo USA, dichiarando l’intenzione di preservare e rispettare, quella che definisce; “una splendida storia di esseri umani, a cui approcciarsi in maniera corretta e rispettosa”.

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