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Speciale: Il Trono di Spade: verso la quarta stagione

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Speciale: Il Trono di Spade: verso la quarta stagione

George R.R. Martin ha dato vita a un mondo che di fantastico ha ben poco, almeno nel caso in cui si dia al termine “fantastico” l’accezione più pura. Nel continente di Westeros, infatti, trovano spazio i lati più oscuri e crudi dell’umanità: la brama di potere e di denaro, la lussuria, la crudeltà, l’avidità, l’odio e chi più ne ha più ne metta.

I Sette Regni sono una nazione sconfinata in un mondo che è molto vicino al nostro medioevo: fra vessilli e signori feudali, Robert della casa Baratheon è diventato signore e re del regno che fu della casa Targaryen, discendente dell’antica Valirya e della stirpe dei draghi.

Un regno, quello di Robert Baratheon, nato dalla guerra e con la guerra: una lunga, cruenta e tragica guerra conosciuta come la “ribellione”, che ha portato i Sette Regni a riconquistare la pace che la follia dell’ultimo re Targaryen aveva incrinato per sempre.

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (A Song of the Ice and Fire) narrano una lunga, grande, storia, nata dalle ceneri della Ribellione del futuro Re Robert e che prosegue nel tempo fra intrighi, complotti e sangue.

La storia è tutt’ora da scrivere e l’epopea letteraria (ascrivibile al genere Low Fantasy, in quanto “basso” per tematiche e ambientazioni, nonché per il ruolo marginale ricoperto dall’elemento magico, e in contrapposizione con il High Fantasy, di cui Tolkien fu il massimo esponente) si compone ad oggi di cinque libri:

  • A Game of Thrones;
  • A Clash of Kings;
  • A Storm of Swords;
  • A Feast for Crows;
  • A Dance with Dragons.

Prossimamente (come si dice in questi casi: “Sarà pronto… quando sarà pronto”), la saga si arricchirà con un ennesimo volume: A Winds of Winter.

In Italia la pubblicazione è curata da Mondadori, la quale ha pensato – a ragione o meno – di suddividere i libri originali in volumi, ampliando a dismisura il numero di libri effettivamente usciti. Per chi se lo stesse chiedendo: no, la sezione Serie Tv non si dà ai libri. Come i più informati (oltre agli addicted) sapranno certamente, dalla saga di George R.R. Martin è nata una serie Tv che sta avendo un grande successo: la gran parte del merito di questo successo, a mio modesto parere, va data a tre elementi principali: i) la cura riposta nel ricreare i Sette Regni, con costumi e fotografie veramente di livello Hollywoodiano, ii) il cast a metà fra lo stellare (un solo nome: Sean Bean nei panni di Eddard Stark) e il validissimo, e iii) il solidissimo (e intrigantissimo) impianto narrativo messo in piedi da Martin, che non ha esitato a collaborare con la produzione della serie Tv conosciuta in Italia come “Il Trono di Spade”. La sceneggiatura segue grossomodo la trama principale, lasciando invariati gran parte degli interpreti (sia nei ruoli, quanto nelle loro caratterizzazioni), mostrando tutti gli eventi chiave della saga (dalla giustizia del Re, che vediamo all’opera nel finale della prima stagione, alla Battaglia delle Acque Nere della seconda stagione, passando per le Nozze Rosse a cui abbiamo assistito nella terza) e riuscendo a essere epica e appassionante anche (e soprattutto) per i non lettori.

Il tallone d’Achille della produzione risiede proprio in questi ultimi, a mio avviso, cerchia nella quale chi scrive è finito per rientrare in un giorno d’autunno di qualche anno fa. Gli sceneggiatori della serie si sono trovati dinnanzi a un mondo vasto, ben oltre i Sette Regni, e ricrearlo a fondo, come fa Martin nel libro, fra casate maggiori e minori, parentele e vicende che legano a doppio filo numerosi protagonisti, fra culture eterogenee e solo lontanamente imparentate con le nostre, usi e abitudini… questo non era certo facile. Per questo, la serie presenta un albero dei personaggi che è una versione ipersemplificata di quella originale, con ruoli chiave che vengono spostati da un personaggio all’altro e vicende che vengono adattate.

Se talvolta la cosa riesce e bene, in altri casi non è così… dopo aver visto e apprezzato tutte e tre le stagioni andate finora in onda, alcune scelte non le capisco proprio, come il ruolo del bastardo di Bolton nell’incendio di Grande Inverno, per esempio, o Jane Westerling – nobile figlia di un vassallo di Tywin Lannister – che nella serie diventa un’anonima Talisa di Volantis. Scelte discutibili, come l’inserimento alquanto esagerato di scene erotiche o l’esplicita presentazione di situazioni che nel libro sono intuibili solo dal vociare dei cortigiani dei Sette Regni (come la relazione fra Renly Baratheon e Sir Loras).

Scelte, che lasciano il lettore un po’ spiazzato, ma che non minano il livello qualitativo generale di una serie che è senza dubbio da seguire.

Nel 2014 toccherà alla quarta stagione, che concluderà le vicende narrate nel terzo – e più riuscito – capitolo della serie: A Storm Swords. Dopo le nozze rosse, credete non ci sia più nulla che possa sorprendervi? Vi sbagliate. E di grosso. La guerra dei Re ha perso il giovane lupo, ma non è ancora finita.

Su justnews, abbiamo il piacere di mostrarvi alcune foto raccolte sul web che provengono direttamente dal set: fra gli altri, mostrano Charles Dance (Tywin Lannister), Julian Glover (il maestro Pycelle), Nathalie Dormer (Margaery Tyrell) e Sophie Turner (Sansa Stark), alle prese con il set della quarta stagione.

Per voi, inoltre, un paio di news. La prima è un’intervista rilasciata da Jerome Flynn (il mercerario Bronn), nella quale l’attore rivela che nella quarta stagione, la serie si discosterà (per la “gioia” e il “tripudio” dei lettori più puritani, direi) dal libro ancor di più che nelle stagioni precedenti. Questa scelta era comunque preventivabile, visto che la serie è lì per raggiungere (a memoria direi che c’è materiale per altre tre stagioni) la saga televisiva e Martin non è proprio celeberrimo per la sua velocità di scrittura.

Seconda news riguarda il cast: in questa stagione, conosceremo finalmente alcuni tra i principali esponenti della famiglia Martell, i signori di Dorne – il regno fra i sette più a sud del continente di Westeros e molto più vicino, per storia, ai Targaryen. Certa è la presenza della Vipera Rossa Oberyn Martell, interpretata da Pedro Pascal, e della sua amante Ellaria Sand, interpretata da Indira Varma. Posso anticipare che Oberyn Martell sarà un personaggio molto importante per lo sviluppo della saga e per le trame che vedranno protagonista Tyrion (Peter Dinklage).

Altra presenza ormai certa è quella di Joel Fry nel ruolo di Hizdahr zo Loraq, nobile di Mereen che si avvicinerà all’ultima dei Targaryen, Danaerys, ancora in attesa di tornare nei Sette Regni e trovare la propria vendetta. Inoltre, Roger Ashton-Griffiths sarà Mace della famiglia Tyrell.

Infine, un’ultima anticipazione: nella terza stagione, abbiamo visto le nozze rosse. Ebbene, la quarta stagione ci offrirà un altro matrimonio e, anche questa volta, le sorprese (e la crudeltà tipica del signor Martin) non mancheranno.

Le sorprese nei Sette Regni non finiscono mai.

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