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Internet of Things; prospettive e dubbi sul futuro dell’Intelligenza artificiale

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Ultimamente non è raro trovare sulle riviste o i siti specializzati di Internet e tecnologia il termine; “Internet of Things”. Si potrebbe interpretare il concetto come una sorta di enciclopedia virtuale che spiega come l’evoluzione e l’estensione della rete globale, sia ormai rapportata non solo al mondo reale e alle persone, ma anche al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti.

L’internet delle cose descrive la natura convertita degli oggetti, compresi quelli di uso comune; una sorta di Neo-Dadaismo dove, ad acquisire una nuova funzione, saranno gli oggetti simbolo del progresso tecnologico.

Gli oggetti vengono resi riconoscibili e acquisiscono una nuova forma d’intelligenza per il fatto di poter comunicare i dati su se stessi e accedere anche alle informazioni condivise da altri.

Questo nuovo sillogismo estende la nomenclatura di Internet, non solo alla rete globale tra i sistemi operativi, ma anche all’universo quotidiano delle cose; un’auto che ha un modem GSM potrà, per esempio connettersi alla Rete per ricevere informazioni sul traffico e trasmettere informazioni circa la velocità, la posizione o lo stato del motore. Esempio analogo può essere fatto per i televisori, i frigoriferi e tutti i tipi di elettrodomestici di ultima generazione, che  ormai possono essere controllati tramite App sul proprio smartphone.

In pratica basta un circuito elettronico, per rendere possibile il collegamento fra oggetti e persone e il relativo scambio di informazioni; per cui un giorno avremo una casa nella quale gli elettrodomestici comunicano tra loro e anche con il mondo esterno.

Si tratta ovviamente di un concetto in continua evoluzione, con l’intento di porre le basi per un futuro prossimo dove l’essere umano sarà circondato da oggetti che comunicano con altri oggetti, favorendo inoltre un business dai profitti molto alti. Non è un caso che numerose aziende hi-tech, stiano investendo con entusiasmo su questa nuova forma di Intelligenza artificiale.

Tutto questo potrebbe portare molti vantaggi, ma è anche una fonte di molti dubbi; il primo resta ovviamente la protezione dei dati personali, nonché la perdita di controllo dell’uomo verso le nuove tecnologie.

L’ipotesi di un frigorifero o un Gps che è in grado di collegarsi con altri dispositivi e comunicare anche senza il controllo di un essere umano, attualmente comporta anche diversi pericoli, come ha dimostrato la vicenda dei taxi senza pilota di Uber, ma ciò che dovrebbe garantire un’evoluzione e un futuro migliore, deve al stesso tempo indurci a restare all’erta.

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