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Jimmy Bennett da Massimo Giletti, per dire la “sua” su Asia Argento

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Un storia di violenza e di finzione? Una storia sbagliata? Una storia da raccontare: la telenovela di Asia Argento e Jimmy Bennett approda definitivamente sui media italiani e a fare lo scoop è Massimo Giletti.

Il popolare giornalista e conduttore del programma “Non è l’arena”, in onda su La7, si è aggiudicato l’intervista esclusiva al giovane attore e musicista americano, al centro delle cronache di questi giorni, in seguito all’accusa di molestie sessuali che lo stesso Bennett ha ricevuto da parte di colei che è diventato, a torto o ragione, il simbolo del movimento #MeToo.

Senza riepilogare una vicenda che ha fatto il giro del mondo , coinvolgendo mezzo star system hollywoodiano e parte del cinema italiano,  scoperchiando un vaso di Pandora di abusi  e ipocrisia latente da parte dei diretti interessati, buona parte dell’opinione pubblica si chiede come mai a prendere le redini di questa nuova crociata dei costumi sia stata un’attrice e regista italiana, laddove molte star americane molto più navigate hanno cominciato, troppo tardi a denunciare questo circo degli orrori segreti.

Capelli tendenti al rosa, sguardo un po smarrito, Bennett si present con il suo legale e, dopo aver raccontato e ricordato alcuni momenti della sua carriera, entra nel vivo del discorso, ribadendo quanto ci si aspettava.

In sostanza egli accusa la figlia di Dario Argento di averlo molestato sessualmente quando aveva appena diciassette anni, applicando, secondo quanto testimoniato da lui; “lo schema Weinstein».

Nel corso di un’intervista fiume durata più di due ore, Jimmy Bennett non ha tralasciato niente riguardo la sua accusa, svelando anche particolari profondi, che definiscono la personalità da sempre “determinata” della Argento. “Mi ha incontrato in un hotel, il Ritz Carlton di Marina Bay, dice Bennett, io avevo 17 anni e non mi sarei mai aspettato una cosa del genere».

La storia inizia ripercorrendo le tappe di quel giorno fatidico: “Ero con un accompagnatore che è salito fino alla stanza dell’albergo – ha continuato l’attore, Asia era entusiasta e mi guardava dritta negli occhi, poi ha dato uno sguardo al mio accompagnatore e gli ha chiesto: ‘Ma tu chi sei?”.

Nel racconto viene sottolineata la personalità dolce e al tempo stesso dominante di Asia Argento: “mi ha offerto dello champagne e ha iniziato a fumare una sigaretta mentre mi raccontava del film che intendeva girare con me”.
A questo punto l’attrice cambia atteggiamento diventando più aggressiva; una prova di forza che si esplica in un lungo bacio e nel trascinare il giovane in camera da letto.

Tra accuse incrociate,  vi è anche l’estorsione; ovvero che sarebbe stata pagata a Bennett dal ex compagno della Argento, il compianto Antony Bourdin, che rende questa storia forse più triste, che squallida. Triste perché ci si trova coinvolto, per amore o per necessità, un uomo (forse la vera vittima), morto suicida all’apice della sua carriera, ma anche squallida perché tale è il senso di una vicenda che non vede alcuna vera vittima, né alcun reale carnefice, ma solo la testimonianza di un vecchio proverbio che dice: chi semina vento raccoglie tempesta!

Bennett e il suo legale hanno chiesto un risarcimento danni di 3,5 milioni di dollari, ma quello che rimane è un profondo senso di amarezza, per una vicenda che è partita con intenti rivoluzionari, e che si è miserabilmente trasformata in una guerra senza quartiere dove ogni gesto non convenzionale viene su più fronti e mettendo a rischio anche delle carriere importanti (Kevin Spacey né è un esempio); dove si associano vicende private a casi più eclatanti (come Roman Polansky e Bill Cosby) e, che avrebbero avuto l’inevitabile conseguenza di implodere, rivolgendo l’arma della condanna contro se stessi, senza dare alcuna prospettiva di un cambiamento verso un mondo, nato da quel fango, dove tanti “ricchi e potenti vip” hanno “deciso” di nuotare, fino a quando non  hanno deciso di liberare un po il garage dall’immondizia.

Asia Argento è arrivata, come si suol dire “a tavola parata”, reclamandone una maternità che non le spettava e questo non ha fatto altro che caderle addosso, senza necessariamente essere un’adescatrice, ma perché ritorna attuale il detto: “Chi semina vento, raccoglie tempesta”. Perciò se un ragazzino riesce a estorcere denaro a un vip, venendo a sua volta accusato da una sua ex di molestie (che al mercato mio padre comprò, direbbe Branduardi), vuol dire che il sistema è arrivato alle battute finali.

E se questo fosse l’alba di un nuovo giorno?

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