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jurassic worldNessuno ha mai dimenticato l’orrore provato innanzi a un Tirannosaurus Rex che, con un occhio vuoto, fissa la preda, sicuro che non riuscirà a sfuggirgli. Non l’hanno dimenticato nemmeno Steven Spielberg e Colin Trevorrow, rispettivamente produttore esecutivo e regista di Jurassic World, nuovo capitolo della saga sui dinosauri.

Tutto iniziò nel 1993, quando Steven Spielberg incantò il mondo con Jurassic Park, a cui seguirono Il mondo perduto e Jurassic Park III. Jurassic World, in arrivo il 15 giugno 2015, è costato 150 milioni di dollari e riprende gli eventi vent’anni dopo l’ultimo film.

Siamo nel 2005 e la Masrani Cororation è riuscita a realizzare su Isla Nublar un parco tutto nuovo, Jurassic World. Pare che i visitatori apprezzino l’idea che i dinosauri possano vivere nel parco senza creare nessun pericolo. Ma dieci anni dopo subentrano l’ovvietà e la noia e le visite iniziano a calare. Per questo l’organizzazione decide di creare dei dinosauri geneticamente modificati per resuscitare l’interesse del pubblico. Nel Jurassic World lavora anche Owen (Chris Pratt), che studia i comportamenti dei Velociraptor.

Non si tratta di un ventennio trascorso solo nella finzione, dunque, ma il quesito che ci si deve porre, dopo aver visto il trailer, uscito con largo anticipo rispetto al film, riguarda la natura stessa dell’operazione e le novità concrete della sceneggiatura, scritta da Trevorrow in collaborazione con Derek Connolly.

Le dinamiche narrative e i possibili colpi di scena di una saga del genere sono assai limitate. Jurassic Park, in tal senso, subirà un confronto che lo vedrà sconfitto sul piano degli effetti speciali, ma non dei contenuti, che ricalcano lo stesso soggetto più o meno alla stessa maniera, proprio come fanno i ridondanti e scontati film sui supereroi.

Michael Crichton pubblicò Jurassic Park nel 1990, a cui tre anni dopo seguì il film di Spielberg, con grandi riscontri di critica e di pubblico. Ora, oltre vent’anni dopo, le perplessità sugli effetti dell’operazione, al di là dello stupore e dell’appagamento visivo, sono più che legittime.

Per ora bisognerà accontentarsi del trailer, che fa presagire soltanto un largo uso del 3D e della computer grafica, ben più evoluta rispetto all’originale film di Spielberg. Il godimento estetico, probabilmente, sarà tutto quello che da un film del genere ci si potrà attendere.