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La Befana: Le origini della mitica vecchietta

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befana

Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania” che significa “manifestazione, apparizione”, riferendosi all’apparizione di Gesù, come Dio ai Re Magi.

E’ una vecchina con un grande naso, mento appuntito, vecchi abiti ed una simpatica gobba, con un lungo cappello in testa che la notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavallo di una scopa, va a fare visita ai bambini “buoni” riempiendo la loro calza appesa al camino o alla finestra di caramelle, cioccolati, dolcetti e altri regalini, e di carbone a quelli “cattivi”.

Le sue origini sono molto antiche, probabilmente discendono da riti magici precristiani relativi ai cicli stagionali dell’agricoltura prima di diventare una festa folcloristica dedicata ai bambini.

Anticamente nel mondo rurale, dopo il solstizio d’inverno, si celebrava la morte e la nascita della natura attraverso la figura di Madre Natura, la quale stanca per aver dato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia che volava per i cieli a cavallo di una scopa. Madre Natura, ormai secca, veniva bruciata come un ramo per rinascere dalle ceneri come una giovane Natura. Prima di morire passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati nell’anno successivo.

By Nina-no (Own work) [CC BY-SA 2.5], via Wikimedia Commons
By Nina-no (Own work) [CC BY-SA 2.5], via Wikimedia Commons
Un’altra tradizione risale ai Celti che erano insediati nella pianura Padana, i quali ritenevano la mitica figura propiziatrice di raccolti. Infatti gli antichi credevano che le prime dodici notti dell’anno, delle figure femminili volassero sui campi coltivati per propiziare i futuri raccolti, da qui il mito della figura “volante”.

Secondo la tradizione popolare, la Befana ha origine biblica, i Re Magi, diretti a portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada chiesero informazioni ad una vecchietta, la quale nonostante le loro insistenze per accompagnarli a visitare il bambino si rifiutò di farlo. Successivamente si pentì di non esserci andata e dopo aver preparato un cesto di dolci, usci in strada per cercarli, ma non li trovò. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il suo cammino, lasciando dolcetti ai bambini che incontrava con la speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.

Da allora sarebbe in giro per il mondo portando regali a tutti i bambini buoni, per farsi perdonare.

L’usanza della Befana è sentita non solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo, dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all’Africa del Nord, ma sempre come una figura buona e generosa.

In Italia è una festa nazionale, si organizzano varie manifestazioni come concerti, sagre, mostre, mercatini, falò, e in alcune città anche il tradizionale concerto della Befana.

By Cristian Crociani (it.wiki) [Public domain], via Wikimedia Commons
Spinello di Santa Sofia – Festa della Befana By Cristian Crociani (it.wiki) [Public domain], via Wikimedia Commons
A Roma è una festa molto sentita, si dice che la Befana abiti tra i tetti di Piazza Navona, la quale ogni anno, durante le feste natalizie si riempie di bancarelle, mentre molte “Befane” girano allegramente per la piazza donando dolcetti e sorprese a tutti i bambini.

Con il giorno dell’Epifania hanno termine le festività natalizie, e come dice la saggezza popolare, “tutte le feste porta via”.

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