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Esistono dei cibi in grado di aumentare le probabilità di concepimento? Secondo il parere di Zita West, esperta di fertilità e gravidanza, esisterebbe la dieta perfetta per le donne che desiderano una gravidanza. Nel suo libro intitolato Eat yourself pregnant, la West sostiene che mangiare certi alimenti piuttosto che altri nelle diverse fasi del ciclo mestruale avrebbe conseguenze dirette sulle possibilità di concepimento.

Ad esempio, nella fase dell’ovuluzione, sarebbe meglio mangiare cibi che contengano la vitamina B7, detta anche inositolo, un nutriente fondamentale per l’organismo umano e contenuto soprattutto negli agrumi, nei cereali, nelle noci, nelle banane e nel lievito di birra. Durante le mestruazioni, invece, sarebbe meglio che la donna che voglia incrementare la sua fertilità assuma molta vitamina C, vitamina B e ferro, tre sostanze che si possono trovare nella carne di pollo e d’agnello, nei latticini, nei frutti di bosco e nei kiwi.

La capseicina, che si trova in abbondanza nel peperoncino piccante, gli isoflavoni, sostanze vegetali presenti soprattutto nei legumi, e la L-arginina, di cui sono ricche le arachidi e le nocciole, sono fondamentali, in particolare, nella seconda fase del ciclo mestruale, mentre nella terza bisognerebbe assumere molto betacarotene, sostanza contenuta soprattutto nelle carote, negli spinaci e nelle patate.

Ma l’esperta britannica, nelle pagine del libro, non si è limitata a indicare la dieta perfetta per chi desidera aumentare significativamente le probabilità di concepimento, ma si è occupata anche dell’innamoramento e del desiderio. Sarebbe il cioccolato l’alimento più indicato per chi desidera innamorarsi, il quale è ricco di feniletilammina, sostanza alla base dell’attrazione e dell’innamoramento.

Tra i cibi che invece avrebbero la capacità di regolare il desiderio sessuale troviamo la carne di pollo e i crostacei, che manterrebbero alti i livelli di dopamina, un neurotrasmettitore legato appunto al desiderio sessuale, e la carne di merluzzo e salmone, che stimolerebbero la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone del buonumore”.