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La vita è meravigliosa

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Immgine: Wikipedia

Visto che mancano pochi giorni a Natale, quali migliori auguri vi posso fare se non parlando di un cult, un classico natalizio – in bianco e nero – per eccellenza e imprescindibile? Molti di voi lo conosceranno (magari i giovanissimi l’avranno soltanto sentito nominare e questa è un’occasione per scoprirlo).

Mi riferisco a La vita è meravigliosa di Frank Capra del 1946 tratto dal racconto di Philip Van Doren Stern The Greatest Gift del 1939. George Bailey (James Stewart) è un uomo onesto e padre di famiglia che improvvisamente non riesce più a far fronte alle spese della sua attività. Comincia ad avere sbalzi d’umore fino alla terribile decisione: il suicidio. A questo punto in suo aiuto arriverà il suo angelo custode Clarence Oddbody (Henry Travers) che lo costringerà a tuffarsi nel fiume per essere salvato da una finta caduta.. Gli farà vedere come sarebbe stato il mondo se non fosse mai nato e George scoprirà di avere dalla sua parte degli amici che faranno di tutto per aiutarlo a non finire in bancarotta facendo una colletta. E passerà un Natale sereno e gioioso di nuovo fra i suoi cari.

By RKO Radio Pictures ([w:It’s a Wonderful Life]) [Public domain], via Wikimedia Commons

Spirito natalizio appunto, buoni sentimenti e commozione. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di un film buonista, melenso, davvero troppo zuccheroso. Invece, guardandolo con più attenzione, ci si accorge che è altresì tenero e profondo. È una favola che fa star bene e riflettere al contempo.
Frank Capra ha sempre prediletto storie dalla parte dei ceti sociali più bassi, degli ultimi. Storie che hanno una morale, che danno insegnamento. Retorici? Probabilmente. Ma una retorica giusta, intelligente. Però, a onor del vero, bisogna ammettere che il doppiaggio italiano rovina questa sorta di realismo, con voci stridule e di maniera che talvolta risultano piuttosto irritanti e leziose (soprattutto quelle dei bambini). Meglio sicuramente guardarlo – anzi, ascoltarlo – in lingua originale (e questo vale per qualsiasi film di Frank Capra. Provato e testato).

Perché vederlo? Perché è una pellicola che riconcilia con se stessi e che sa mescolare la commedia con il dramma. E James Stewart (che lavorò altre due volte con Capra in L’eterna illusione nel 1938 e Mr. Smith va a Washington nel 1939, altri due film indimenticabili e fondamentali per la cinematografia hollywoodiana classica di quegli anni e precursori dei tempi, non soltanto per lo stile, quanto per i contenuti) è praticamente perfetto per il ruolo: riesce a fare il nevrotico/disperato con una facilità disarmante. Donna Reed è Mary, la moglie del protagonista. Credibilissima. Ed ovviamente c’è Henry Travers, anche lui attore feticcio di Frank Capra, ottimo caratterista e ottima spalla, riesce a farsi voler bene da subito: ha la faccia giusta e il modo giusto di porsi, risultando un angelo custode “di seconda classe”, ossia senza ali, adorabile. Difficile immaginare un altro al suo posto. In questo il regista ci aveva visto bene come al solito. Le atmosfere poi sono impagabili. La città, la neve, la notte di Natale, tutto contribuisce a creare suggestione.

By English: see stuff at It’s a Wonderful Life (English: screenshot of a free movie) [Public domain], via Wikimedia Commons
Potrà ovviamente sembrare datato. È sicuramente un modo di fare cinema diverso da quello di oggi: il linguaggio è differente e i dialoghi sono molto più ingenui, ma attenzione, non stupidi. Puri per meglio dire. Se si impara a conoscere l’autore (italiano – della provincia di Palermo – naturalizzato statunitense) e capire la sua visione del mondo (quell’american way of life, il sogno americano tanto amato/odiato), ci si rende conto che il signor Capra non è uno sprovveduto. Sa quale messaggio vuole veicolare e come dirlo, non fa vedere che l’esistenza è tutta rose e fiori. Al contrario, fa capire che con la determinazione gli uomini possono fare molto, possono aiutarsi tra loro ed evitare così di venire sopraffatti e alla fine riscattarsi. Visione utopistica forse, ma quasi sempre azzeccata. I suoi film sono entrati nell’immaginario collettivo, hanno creato modi di dire, hanno cambiato modo di pensare.

Ora, nel nostro caso, siamo talmente tanto smaliziati che alcune cose de La vita è meravigliosa ci fanno sorridere involontariamente ma se la prendiamo per quello che è, ossia una favola appunto, non potremmo che goderci uno dei film più edificanti e più teneri che si possano vedere in questo periodo. Un gioiellino da guardare però soltanto se si è disposti a stare al gioco e a lasciarsi conquistare. Meglio che i cinici nei confronti delle Feste lascino perdere.

Curiosità: nel 1990 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ed è continuamente menzionato nelle varie liste dei migliori film statunitensi. Meritatamente, suvvia.

Chiudiamo con il trailer a colori del film.

BUON NATALE a tutti voi!

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