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L’alfabetismo in Italia: un rapporto non proprio incoraggiante!

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L’OCSE ha diffuso i risultati del nuovo rapporto sulle competenze degli adulti tra i 16 e i 65 anni di età in 24 paesi membri. Per l’Italia è stato incaricato di effettuare l’indagine l’Isfol, l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori.

L’analisi si è basata essenzialmente su due aspetti: le competenze alfabetico- linguistiche (comprensione e analisi di testi elementari) e le competenze matematiche (capacità di calcolo) degli italiani tra i 16 e i 65 anni (lavoratori e disoccupati).

Il  quadro che esce del nostro paese non è dei più rassicuranti: l’Italia infatti si colloca all’ultimo posto della graduatoria nelle competenze linguistiche (molto al di sotto di altri paesi come Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti). In una scala da 1 a 100 (in cui cento è il tasso più alto di “analfabetismo” letterario e numerico) la media OCSE si attesta a 48 mentre l’Italia è a livello 70.

Tale fattore indica che, almeno secondo questo studio, quasi il 70% della popolazione italiana ha competenze ritenute al di sotto del minimo indispensabile per vivere e lavorare nel ventunesimo secolo.

Anche per quanto riguarda le competenze matematiche, fondamentali per affrontare e gestire problemi nelle diverse situazioni della vita adulta, l’Italia non si posiziona affatto bene risultando penultima in classifica.

La percentuale di semi-analfabeti si attesta invece attorno al 5,5% della popolazione.

Un dato interessante è il significativo aumento dell’alfabetizzazione nella popolazione femminile. Nessuna significativa differenza è riscontrabile con gli uomini anzi tra le fasce più giovani le donne superano gli uomini nelle abilità matematiche e in quelle linguistiche. 

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