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Lampade abbronzanti causa di tumori: l’ennesima conferma

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lampade abbronzanti

Se è vero che l’esposizione ai raggi ultravioletti ha la capacità di abbassare la pressione sanguigna, e quindi di allontanare ictus e infarti, è altresì vero che passare troppo tempo sotto la luce delle lampadi abbronzanti aumenta il rischio di neoplasie della pelle. L’ultimo studio che conferma gli effetti nocivi dell’eccessiva esposizione alle lampade abbronzanti è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Cambridge e dell’Università della California di San Francisco, su un totale di 400.000 pazienti residenti negli Stati Uniti, in Europa e in Australia.

Secondo i dati raccolti, pubblicati all’interno di un articolo della rivista scientifica Jama Dermatology, il 22% di chi si espone regolarmente alla luce delle lampade abbronzanti corre il rischio di essere colpito da un tumore alla pelle di tipo non-melanoma. La percentuale di rischio melanoma, la forma di cancro più rara e più aggressiva, va, invece, dal 2,6% al 9%. L’allarme sarebbe particolarmente alto per i giovani studenti universitari, che, secondo le statistiche, costituirebbero il 55% dei fruitori di lampade abbronzanti, contro il 19% degli adolescenti e il 36% degli adulti.

E’ bene ricordare una ricerca condotta sullo stesso tema nel 2011 dalla Yale School of Publich Health, la quale, analizzando le abitudini di un gruppo di 376 persone con una diagnosi di carcinoma delle cellule basali, aveva scoperto che le lampade solari aumentavano del 69% la probabilità che le persone sviluppassero un cancro alla pelle. I ricercatori, inoltre, avevano osservato che questa forma di tumore era molto diffusa soprattutto tra le donne di età inferiore ai 40 anni che, non a caso, si erano rivelate le più fanatiche della tintarella artificiale.

Come hanno sottolineato gli studiosi che hanno condotto la ricerca, nonostante gli effetti nocivi dei raggi Uva artificiali siano ormai cosa nota, tanto da essere classificati dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro come una delle sostanze più cancerogene per l’uomo, gli sforzi dei sistemi sanitari nazionali per scoraggiare le persone ad abusarne sono evidentemente insufficienti e ancora poco efficaci per tentare di arginare la diffusione del cancro alla pelle.

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