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Loris, spuntano i primi testimoni

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Le indagini nel luogo del ritrovamento (Fonte: panorama.it)
Le indagini nel luogo del ritrovamento (Fonte: panorama.it)
Le indagini nel luogo del ritrovamento (Fonte: panorama.it)

Gli inquirenti hanno iniziato i primi interrogatori dei possibili testimoni, che potrebbero aiutare a scoprire cosa è realmente successo a Loris, il bambino di appena otto anni che è stato ritrovato la settimana scorsa in un canalone di cemento, strangolato e con una vistosa botta alla testa, forse la cause della sua morte.

A ritrovare il corpo è stato un cacciatore, che si aggirava in quella zona. E proprio questo è stato ieri sentito dai Carabinieri, per atto dovuto a quanto si dice. Già nel pomeriggio di domenica, l’auto del cacciatore è stata messa sotto sequestro, ma l’interrogatorio successivo non ha dato risposto ai mille interrogativi che gli inquirenti si stanno ponendo in queste ultime ore.

Sono stati ascoltati anche tre ragazzi appena maggiorenni, i quali avrebbero visto un’auto nei pressi del canalone, zona poco frequentata, che distava tre chilometri dalla scuola, dove Loris sarebbe dovuto andare, ma dove in realtà non è mai arrivato. Nonostante tutte le informazioni siano segrete per il momento, pare certo che la vettura descritta dai giovani non corrisponde a quella del cacciatore.

Un dettaglio importante e macabro, invece, è la segnalazione ricevuta da una maestra, la quale ha ritrovato un paio di slip vicino la scuola di Loris. I frequentatori della zona assicurano che ieri quei slip non c’erano, e gli inquirenti non escludono che possano effettivamente appartenere al bambino, in quanto è stato ritrovato con i pantaloni slacciati e senza slip. Queste sono però fonti non confermate, e il quadro sarà più chiaro dopo le analisi all’indumento intimo.

L’interrogatorio del cacciatore ha subito suscitato milioni di ipotesi, ma i Carabinieri hanno subito precisato che è semplicemente un atto dovuto, come le analisi delle due auto dell’uomo e dei vestiti che indossava il giorno del ritrovamento, ovvero sabato scorso. Per il momento, dunque, è solo una persona informata dei fatti, ma non ci sono prove che conducano a lui come colpevole dell’omicidio. Solo per regolamento, le Forze dell’Ordine hanno consigliato all’uomo di chiamare un avvocato che lo assista, solamente per proteggere e far valere i suoi diritti, ma per il momento il cacciatore ha rifiutato, in quanto si sente tranquillo, innocente, e confida che la questione si risolverà presto, con la conseguente cancellazione del suo nome dalla lista degli indagati.

Il procuratore Petralia si è detto dispiaciuto per la poca collaborazione da parte dei cittadini: sperava in un aiuto attraverso telefonate e testimonianze spontanee, ma così non è stato. La cittadina, ora, è invasa dalla paura, dal timore di rivedere il mostro che ha compiuto quel gesto senza riconoscerlo.

Le indagini continuano senza sosta, oggi sono stati analizzati gli indumenti del bambino e il luogo del ritrovamento, oltre alle auto e i vestiti del cacciatore. Gli interrogatori si susseguono da ore, ma ancora non c’è stata nessuna informazione utile.

Ma non ancora detta l’ultima parola. Le indagini sono appena cominciate.

di Alessandro Bovo

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